Alla riscoperta della commedia e della tragedia greca

Anche quest’anno il nostro Istituto ha proposto, fra le varie attività extracurriculari, il laboratorio teatrale “Hic manebimus optime”, curato dalla professoressa Daniela Fardella, sotto la regia e la supervisione di Giovanni Gazzanni. Il laboratorio coinvolge studenti non professionisti, alcuni dei quali non si sono mai approcciati ad un pubblico e non sono mai saliti su un palco. Considerando questo, il prodotto finale portato in scena è sicuramente di grande effetto in quanto si nota l’impegno e la preparazione che si affiancano alla gioia trasmessa dai nostri coetanei nel recitare. Tutto ciò lo diciamo da spettatori, non essendo coinvolte in prima persona nel progetto: quindi, cercheremo di offrirvi un giudizio il più obiettivo possibile.

Il primo spettacolo dell’anno al quale abbiamo assistito è stato “Donne all’Assemblea” di Aristofane. Una commedia molto corale in cui tutti hanno dato un contributo essenziale. Nel dialogare e confrontarci con gli attori coinvolti, abbiamo capito quanto per loro siano importanti i dettagli e quanto ognuno sia dell’idea che ogni personaggio debba essere curato in ogni particolare, non importa se abbia molte o poche battute, ciò che conta è la qualità, non la quantità. Ognuno, quindi, si sente e si deve sentire parte integrante ed indispensabile dello spettacolo. Stando dall’altra parte del palco, un’altra carta vincente che abbiamo notato subito, è la grande complicità tra i ragazzi mentre recitano. Dalle testimonianze raccolte, abbiamo capito che la capacità di fare gruppo che percepiamo dall’esterno è realmente il perno degli spettacoli, e che il progetto mira sì a portare sul palco qualcosa di fruibile e di piacevole, ma soprattutto lavora sulle ansie individuali rendendo possibile anche alle persone più timide di esprimersi. Il teatro ha quindi un’azione catartica e terapeutica che può essere sicuramente utile ad un adolescente come noi.

 Queste, ed altre piccole cose, hanno fatto sì che apprezzassimo la commedia proposta e ridessimo sinceramente di gusto: una commedia scritta oltretutto nel 391 a.C., ma portata in scena in maniera tale da catturare l’attenzione di un pubblico composto interamente da “millenials” non più abituati, purtroppo, al teatro e benché meno a quello classico, che il laboratorio punta a rivalutare e a far conoscere anche ai profani.

Proprio per permettere a tutti di avvicinarvisi, quest’anno si è deciso di ampliare l’offerta. Infatti il progetto è stato articolato in modo tale da offrire ai ragazzi, oltre alle lezioni canoniche della prof.  Fardella e di Giovanni, l’opportunità di partecipare a tre seminari: il primo, con focus sulla commedia con un confronto fra il teatro greco e quello latino, a cura di un docente dell’Università di Firenze. Il secondo sulla tragedia, la cui tematica è stata approfondita nel terzo ed ultimo incontro tenuto da professori provenienti dall’Università Federico II di Napoli e dalla Sapienza di Roma. In particolare, questo seminario, incentrato sulle figure di Sofocle e Euripide, è stato aperto a tutti gli alunni dell’istituto che hanno potuto beneficiare di una lezione di alto livello dai contenuti tanto complessi quanto interessanti.

Inoltre, prima di portare in scena la commedia “Donne all’Assemblea” i ragazzi si sono recati presso un piccolo teatro romano per la visione della medesima opera interpretata da attori professionisti, per cogliere eventuali differenze. Insomma, questo è un progetto che cresce di anno in anno, migliorandosi sempre.

L’auspicio è che quest’articolo possa far aprire gli occhi su quest’altra piccola realtà della nostra scuola e che esorti tutti a partecipare all’ultimo spettacolo del laboratorio, la tragedia de L’Edipo Re di Sofocle, il 7 giugno alle ore 21, presso il cinema Lumiere.

GIULIA CENTRACCHIO        REBECCA TAMBURRO     VERONICA TESONE       

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