UNA VITA DA SOCIAL

Il giorno 16 maggio, con la mia classe, mi sono recato ad Ostia, per partecipare ad una campagna educativa chiamata “Una vita da social”. L ‘iniziativa è stata organizzata dalla Polizia Postale, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, al fine di far comprendere ai minori i rischi che la rete comporta.

Partecipare è stato interessante, soprattutto perché ci hanno coinvolti personalmente. Diversi ragazzi sono stati impiegati in dimostrazioni pratiche tramite l ‘utilizzo dei social network più noti (Facebook, Instagram, Twitter). Io ero già a conoscenza di tante informazioni che ci hanno fornito, ma ho capito che l ‘argomento è molto vasto e ognuno di noi potrebbe subire bullismo telematico. Spesso il cyberbullismo è esercitato da chi precedentemente ha assunto atteggiamenti da bullo, senza il mezzo dei social.

Non mi è mai capitato di trovarmi in situazioni del genere, però ho capito che deve essere terribile subire queste molestie. La prima cosa da fare è rivolgersi ai propri genitori, ad un amico o ad una persona vicina. Tanti minorenni che fanno del cyberbullismo non si rendono nemmeno conto del danno che possono provocare nelle persone prese di mira, che sono quasi sempre deboli. Ci sono stati dei casi di suicidio e noi ne siamo stati informati attraverso alcune interviste a cui abbiamo assistito.

Nicolas Aureli 2h

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