Scuola Secondaria di Primo Grado "Puccini" di Firenze

Docente responsabile Paolo Boschi

Bambini imparano a diventare piccoli soccorritori

Un progetto europeo, chiamato “Kids save life”, ovvero bambini che salvano la vita, insegna agli alunni fin dai 6 anni come comportarsi in caso di bisogno per contattare il 118 o eseguire un primo soccorso. A partire dai 12 anni i ragazzini sono in grado di effettuare una completa rianimazione: massaggio cardiaco, ventilazione bocca a bocca e uso del defibrillatore. Per la manovra di Heimlich contro il soffocamento occorre invece una forza fisica che si acquisisce intorno ai 14-15 anni.
L’obbiettivo principale di questo progetto è non solo di intervenire quando qualcuno è in pericolo, ma l’idea è quella di formare generazioni di soccorritori che non hanno paura di intervenire in caso di emergenza, soprattutto per prendere tempo nell’attesa dell’arrivo di un’ambulanza.
Federico Semeraro, anestesista rianimatore dell’ospedale di Bologna, racconta che circa il 70% degli arresti cardiaci avvengono in presenza di testimoni che sarebbero in grado di intervenire, ma solo il 15% lo fa realmente. Nei paesi scandinavi la percentuale dei testimoni che intervengono sale circa al 70%, questo perché le persone non hanno paura di agire e soprattutto sanno cosa fare. Infatti agire è spesso l’unica speranza di salvare la vita del malato e non è affatto un rischio, è invece un modo per fare arrivare un po’ di sangue al cervello prima dell’arrivo dell’ambulanza, tenendo il paziente in vita.
I numeri degli arresti cardiaci sono molto alti e per questo medici, infermieri, soccorritori non sanitari e volontari stanno creando in Europa campagne di sensibilizzazione per le scuole. Con i fumetti per i più piccoli e con campagne social su Twitter, Facebook e Youtube per i più grandi.
Grazie all’articolo 1 della Buona Scuola è possibile insegnare agli alunni di scuola secondaria di primo e secondo grado il primo soccorso attraverso favole e divertenti videogiochi. Ovviamente è importante formare anche gli insegnanti, così tra dieci anni tutta la popolazione scolastica saprà usare un defibrillatore o fare un massaggio cardiaco e non avrà più paura di intervenire, facendo davvero la differenza.
Arianna Salvini 1E

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