Scuola Secondaria di Primo Grado "Puccini" di Firenze

Docente responsabile Paolo Boschi

Cani, memorie viventi

L’uomo ha sempre sottovalutato il cane in tutti i suoi aspetti, nonostante l’amicizia fra i due sia sempre stata “fedelmente” reciproca, ma ora le cose sembrano destinate a ribaltarsi. Noi umani abbiamo una vasta gamma di ricordi, ben “sistemati e ordinati” nella nostra mente. Anche i fatti più insignificanti, quotidiani, che accadono ogni giorno con ricorrenza trovano posto nel così detto “magazzino” dei nostri ricordi. L’uomo riesce a fare tutto ciò grazie alla memoria episodica, ovvero la capacità di richiamare alla mente delle esperienze vissute anche molto tempo addietro: questa capacità viene normalmente collegata alla coscienza di sé e per questo si tendeva ad escludere il fatto che gli animali potessero possederla. Con la memoria episodica l’uomo riesce a ricostruire anche i ricordi più remoti e finora questa era una peculiarità solo degli esseri umani, ma alcuni ricercatori hanno recentemente scoperto che una memoria simile alla nostra la possiedono anche i nostri amati amici a quattro zampe: i cani. Si era sempre creduto che i cani (come probabilmente gli altri animali) fossero incapaci di ricordare esperienze vissute coi loro padroni.
La rivista “Current Biology” invece ha rivoluzionato questa leggenda metropolitana pubblicando un articolo, nel quale si afferma che i cani riescono a rifare (e quindi ricordare) le cose compiute dai loro padroni precedentemente, anche quando non si aspettano che la loro memoria venga testata. Lo studio, a cura dell’etologa (e dog trainer) Claudia Fugazza usa come metodo di addestramento un gioco, chiamato “do as I do”, ossia “fa quello che faccio io”.
In questo studio Fugazza e i suoi colleghi hanno utilizzato dei cani e i loro padroni. Nella prima fase dell’esperimento ai cani è stato insegnato ad imitare un’azione fatta dal padrone e a compierla dopo aver ricevuto un comando orale, per esempio fare un salto dopo che l’aveva fatto il padrone e dopo aver ricevuto il comando “do it!” (fallo!). Questo però non dimostra che i cani posseggano la memoria episodica, bisognava per questo metterli ulteriormente alla prova. Nella seconda fase i cani dovevano solo guardare le azioni che i loro cari amici umani compievano. Fin qui tutto tranquillo, ma quando all’improvviso uno degli studiosi gridava loro “do it!”, allora questi iniziavano a compiere azioni che non erano tenuti a ricordare. E il risultato fu ancora più sbalorditivo: infatti 33 cani su 35 avevano superato la prova.
Si è però verificato anche il fatto che più tempo passava, più i ricordi del cane diminuivano. Ma ciò è del tutto normale, anche per noi umani accade lo stesso. Se alcuni ricordi si fissano alla nostra mente e non abbandonano il magazzino delle memorie, è perché siamo noi che istintivamente li riteniamo importanti e perciò non li vogliamo scordare.
Federico Spagna 2C

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