Fenomelogia del Babbo Natale dei giorni nostri

Con l’inizio del mese di dicembre entriamo nel periodo più atteso e amato dell’anno, da chi più e da chi meno. Le strade si riempiono di lucine gialle e blu e nella piazza principale viene montato il gigantesco albero di Natale; nelle case si tirano fuori, dalle buste sempre più rotte, le palline che verranno appese sull’albero, anche se ogni anno sono sempre meno; le nonne cominciano ad allarmarsi ed escogitano fin dagli inizi del mese, quali pietanze, rigorosamente più che abbondanti, dovranno cucinare nel fatidico giorno; si cominciano a chiamare i parenti per il famoso pranzo, che puntualmente, ogni anno, capita sempre in casa della stessa persona; c’è l’immancabile, soprattutto per i genitori, corsa ai regali, che la maggior parte delle volte è più una corsa all’idea in sé, che al regalo di natale vero e proprio; gli adolescenti iniziano a contare i giorni che mancano alle vacanze natalizie e i bambini a scuola sono sempre più agitati ed emozionati. A proposito di questi ultimi, la cosa più eccitante per loro è sicuramente l’arrivo di Babbo Natale. La sera della vigilia seguono un rigido piano per riuscire, una volta per tutte, a rimanere svegli, affinché possano finalmente vedere il loro idolo buono, canuto e barbuto. Sulla tavola dispongono lo spuntino, lasciano un bigliettino di cordiali saluti per ingraziarselo ancora un po’, sperando che lasci a ognuno di loro i regali che hanno chiesto nella letterina, spedita almeno due settimane prima.
Tutto ciò succede ai bambini piuttosto piccoli, che, grazie anche ai genitori, vivono nel meraviglioso mondo della magia natalizia. “Il fatto che babbo natale esista, è una delle bugie più diffuse e amate al mondo”, dice la rivista “The Lancet Psychiatry”, una bugia davvero carina, che descrive un mondo nel quale esiste una sorta di “Agenzia di sicurezza nazionale del Polo Nord”, in grado di stabilire per ogni bambino del mondo se è stato buono o cattivo. “Arriverà poi un giorno nel quale i bambini scopriranno la verità e cioè che i genitori gli hanno mentito per anni” sottolineano due psicologi, uno dell’università di Exeter in Gran Bretagna e uno di quella del New England in Australia. Questi due esperti affermano addirittura che sono gli adulti stessi a provare piacere di fronte alla storia di Babbo Natale, cosicché possano tornare indietro nel tempo e rivivere la magia natalizia, nella quale da piccoli credevano anche loro. Lo psicoterapeuta Fulvio Scaparro, invece, sostiene nel suo libro “L’Antispocchia” che i bambini hanno sempre avuto ragione, che il caro vecchio Babbo Natale si vuole mostrare solamente a chi non dorme e dato che i piccoli non ce la fanno mai a rimanere con gli occhi aperti, non riescono mai a vederlo di persona.
Quelli che però hanno raggiunto un’età sugli 8-9 anni, cominciano a farsi un po’ di domande: vacillano e convivono tra la realtà e la magia natalizia. Quando capiscono da soli o viene loro annunciata la verità, magari da compagni di scuola più smaliziati (con i quali suppongo, non parleranno per un po’) oppure da un fratello particolarmente gentile, “non reagiscono con la rabbia, semmai con un po’ di dispiacere, ma fa tutto parte della crescita” aggiunge la responsabile della Psicologia clinica dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. Gli adolescenti, ai quali è ormai chiaro la falsità dell’esistenza di Babbo Natale, nonostante ciò, continuano a mantenere il segreto per il fratellino o la sorellina, ancora immersi nella magia. In ogni caso il personaggio di Babbo Natale rimarrà sempre e comunque il migliore per qualsiasi bambino.
Sofia Ranfagni Picchianti 2C

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