IC “San Giovanni Bosco”

Docente responsabile Ornella Garreffa

Libertà

Racconto in lingua italiana e in dialetto monterodunese.

 

Dalla mia finestra vedo degli uccellini LIBERI di cinguettare e svolazzare di qua e di là, tra me e me dico “beati loro possono andare dove vogliono senza permessi, documenti e quant’ altro facendo quello che vogliono”.

Il pensiero corre ai ragazzi di colore che passeggiano lungo la strada. Sono ospiti presso l’hotel Holiday e sono dei profughi giunti a Monteroduni, il mio piccolo paese, più di un anno fa, in cerca di quella LIBERTA’ che non conoscono, loro scappano dalla guerra, dalla paura, dalle violenze, dalla morte.

Ricordo quando sono arrivati i primi ragazzi in pullman scortati dalla polizia, come fossero stati dei poco di buono. Subito in paese si sono formati due schieramenti quelli molto solidali con loro e altri che non volevano assolutamente queste persone in paese.

Avevano bisogno di tutto e alcune donne del paese hanno raccolto indumenti, scarpe e accessori chiedendo alla popolazione di dare, se potevano, quel qualcosa che avevano in più e che non avrebbero più usato.  Da subito è partito un cordone di solidarietà, molte cose sono state messe a loro disposizione anche il nostro piccolo oratorio è diventata la loro scuola per imparare la nostra lingua.

Alcuni di loro la domenica si recano in Chiesa a pregare ma vengono emarginati perché nessuno gli si siede accanto e pure siamo in Chiesa riuniti tutti come fratelli.

Era strano vedere gente di colore tra di noi, ma anche bello. Mi sarebbe piaciuto sapere cosa pensavano di noi in quel momento e  come si sentivano.

Poi ho pensato a come mi sarei trovata io al loro posto, scappando da un paese lontano in guerra, partita per un viaggio interminabile e dalla fine incerta per poi arrivare in nuovo paese dove spesso si viene discriminati.

Queste vicende mi hanno fatto riflettere che prima di giudicare le persone, solo perché ci sentiamo infastiditi dalla loro presenza, dobbiamo pensare a quanto soffrivano nel loro paese per affrontare un’esperienza così incerta… Tutto per raggiungere la libertà.

Credo che sia difficile comprendere l’importanza della libertà quando si è liberi e lo si  è sempre stati.

 

Dalla  fnestra ved gl’ ciegl libr  d’canta e vulà qua e là. Tra me e me pens, iat a iss, che puonn i a do gl’par senza prmess, cart e facenn quell che vuonn.

Gl’pensier va subt vers  cert vagliun nir che passn p’ la via.

Sctann allgiat agl’ alberg Holiday, e so sfullat mnut a Mntrturn gl’ paese mè, chiu d n’ann fa. Ann’ mnut p’ truà la lbrtà che n’ canuscn, iss scappn dalla uerra, dalla paura, dalla cattveria e dalla mort.

M’rcord quann’ ann arriat gl’prim vagliun ch la corriera accmpagnat dalla plizia, comm s’ fussn malagent.  Subt dent a gl’ paese z’ sò fatt du grupp un ch gl’ vuleva aiutà e un ch n gl vuleva propr p’ gnent.

Tnevn bsuogn d’tutt cos, ciert’ femmn d’ gl’ paes hann it admmannen  a la gent  piann, scarp che t’nevan d’ chiù o n’nadpravn chiù.

Da subt sò sctat aiutat,  tant cos sò sctat mess a disposizion, pur  a gl’ nuosctr piccul oratorgl ciann fatta la scola p’ gl’ mparà l’ talian.

Ciert d’sct vagliun la dmenca  vienn alla messa a prià, ma vienn miss da part, nsciun z’ gl’ assetta vcin, e pur sctemm dent’ alla Chiesa tutt’anziema e avissmà sctà comm a frat.  M’ pareva sctran v’dè la gent nera mies a nù ma eva pur biegl. M’ fuss’ piaciut sapè ntann che pnzavn is d nù e comm’ z’ sentvn

Po song pnzat a comm fuss sctata i a gl’ posct sé, scappan da n’ paes lntan ch la uerra, partuta p’ n’ luong  viagl senza sapè comm ieva a fnì; p’ arria dent’ a n’ paes nuov  a do spiss z’ è mal visct.

Tutt’ sct sctori m’hann fatt pnzà ca prima d’ giudcà la gent, sul pchè n gl’ vulemm mies a nù,  emma pnza a quant’ ann’ suffiert a gl’ paes sé p’ affrntà na sperienza cusci prculosa…. Tutt’ p’ truà la lbrtà.

Penz’ ch’ è difficl apprzà la lbrtà p’ chi l’ha semp’ tnuta.

 

Nicole Castrataro classe II I

 

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