Racconto di Natale

Era il 7 dicembre e tutte le famiglie si affrettavano a comprare l’albero di Natale per poterlo addobbare il giorno successivo come da tradizione. Un gruppo numeroso di profughi si trovarono in un paesino sperduto in montagna, chiesero ospitalità in un piccolo campeggio di proprietà di due anziani signori che furono più che felici di accoglierli visto che non erano soliti avere molti clienti. Per tutte quelle persone il campeggio era come un paese delle meraviglie. Visto il numero delle persone e visto il Natale alle porte i due anziani, aiutati dagli ultimi arrivati addobbarono il campeggio. Ogni albero aveva le sue lucine, c’erano ghirlande ad ogni porta di bungalow; ovunque c’erano alberi pieni di palline e tantissimi stemmi col simbolo del campeggio. Erano tanti anni che i due anziani non vedevano la loro attività così affollata e così “addobbata”, erano felici di vivere quell’atmosfera ancora. All’ora di cena la signora andò in cucina, seguita da tutte le donne ma anche da qualche uomo, tutti affamati ma anche curiosi di veder cucinare ed imparare qualcosa di nuovo. I restanti uomini seguirono il marito della signora che in una zona sul retro del campeggio doveva tagliare la legna per il fuoco. Ne serviva tanta per riscaldare tutta quella gente. Subito in molti si offrirono di tagliare la legna al posto dell’anziano uomo che cedette subito l’ascia, dando dritte e consigli su come tagliare al meglio. Impararono subito e, anzi, ne fecero anche tante montagnette ordinate. Gli fecero una scorta di legna pronta da ardere. L’uomo spiegò loro che da quelle parti non passava mai nessuno e che non lavoravano mai; i pochi che passavano, esitavano ad entrare a causa delle voci sui presunti prezzi altissimi. In più la vecchiaia avanzava e lui non aveva più né la forza né la voglia di fare lavori pesanti come tagliare la legna per il fuoco. Tutti ascoltavano e annuivano in silenzio. Nel frattempo in sala era tutto pronto per cena, tutti avevano aiutato sia ad apparecchiare che a cucinare. Si sedettero tutti ed erano molti. Ognuno pregò nella sua lingua e con grandi sorrisi iniziarono a mangiare. Era tutto buonissimo e dopo cena suonarono e cantarono, i due anziani erano felicissimi. Alcuni dei profughi pochi giorni dopo la grande cena salutarono e ringraziarono e, raccolte le loro poche cose, proseguirono per le loro strade, volevano passare oltre la montagna, nonostante il brutto tempo. Non tutti però andarono via. In sei chiesero agli anziani signori se potessero rimanere ancora un po’ con loro, naturalmente avrebbero aiutato in tutto quello che c’era da fare nel campeggio. Marito e moglie acconsentirono, erano felici di avere un po’ di compagnia. I sei nuovi ospiti lavoranti nel campeggio erano una famiglia; una coppia con quattro figli grandicelli. Si spartirono i compiti e tra chi cucinava, chi puliva e chi tagliava la legna, i due anziani poterono finalmente riposarsi un pochino. Ora che erano in compagnia i giorni erano piacevoli e soprattutto passavano più veloci, infatti il Natale era alle porte. Fecero un cenone con i fiocchi, ogni portata una prelibatezza, mischiarono cibi tipici del posto con quelli originari dei nuovi ospiti. Tutto da leccarsi i baffi. I sei avevano chiesto di rimanere ancora qualche giorno al campeggio, ma i pochi giorni diventarono mesi e anche loro ormai masticavano bene l’italiano. Riuscirono perfino a portare nuovi clienti al campeggio smentendo le voci sui prezzi carissimi. Ad ogni cliente che entrava gli occhi dei due anziani coniugi brillavano un pochino sempre di più. In pochi mesi quella famiglia arrivata per caso in quel campeggio di montagna ormai abbandonato da tutti erano riusciti ad entrare nel cuore dei due proprietari. I due anziani consideravano loro parte della famiglia. Li consideravano i figli e i nipoti che non avevano mai potuto avere per le sventure della vita. Portarono a quelle due persone una gioia e un affetto indescrivibile. Così tanto affetto che i bambini, anche se non tanto piccoli, chiamavano nonna e nonno i due anziani. Nessuno sa quante volte abbiano ringraziato il cielo per quella numerosa e inaspettata visita. Quel Natale rivoluzionò le loro vite.
Riccardo Statzu 3D

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