Tutti i segreti dell’equitazione

Un tempo i cavalli venivano utilizzati per l’agricoltura cioè per l’aratura, quindi per aiutarci a coltivare; venivano usati anche per raccogliere i frutti.
Col passare degli anni gli uomini hanno cominciato addomesticarli e a montarli per la prima volta, cioè hanno iniziato a costruire ed a utilizzare la sella, un accessorio che può essere di materiale sintetico o di cuoio, indossato dai cavalli durante il loro uso come animali domestici e tenuta addosso al cavallo dal sottopancia; attaccate alla sella ci sono le staffe, la sella non deve stare a contatto con il cavallo quando viene utilizzato perché il peso del cavaliere potrebbe pigiare troppo la sella sul corpo del cavallo e causare una fiaccatura nel luogo dove sta la sella, per questo mettiamo… il sottosella. Il sottopancia, finimento utilizzato per cavalcare, che ha lo scopo di fissare la sella sul cavallo, circonda il torace dell’animale e si collega ai riscontri della sella. Le staffe, altro accessorio, spesso sono fatte in metallo o plastica, a fondo piatto, che pendono ai due lati della sella, nelle quali il cavaliere può infilare ed appoggiare il piede e sono molto utili perché aiutano a dare stabilità.
Le prime persone che hanno montato i cavalli sono stati chiamati Menmoni se erano maschi e amazzoni se erano femmine; ancora oggi vengono chiamati così. Dopo molti anni scoprirono che il cavallo poteva essere guidato meglio con il morso, che è un pezzo di ferro con delle forme esatte usato per cavalcare e basato su un’azione a leva, che fa parte dei finimenti, è fatta in ferro e sta in bocca. Non sempre viene utilizzato il morso ma anche il filetto, che è sempre basato su un’azione a leva, ma meno forte in confronto al morso. Addirittura possono non essere utilizzati e al loro posto ci può essere una semplice cordina, che non sta in bocca ma sta attorno al collo, oppure la cavezza con attaccate le redini o una semplice cordina. La cavezza è un finimento per legare e per condurre l’animale da terra, si appoggia alla nuca e circonda il suo muso e deve essere collegata alla longhina, che deve essere tenuta in mano dalla persona o dal cavaliere che porta il cavallo e deve stare in tensione sennò non svolge la sua funzione. La longhina è un oggetto simile ad una corda con attaccato un moschettone per collegarla alla cavezza.
Un altro oggetto è importante in equitazione e anche questo venne scoperto dopo molti anni di esperienze a cavallo, quando entrarano in uso le redini, strisce di cuoio attaccate al morso o filetto, che vengono impugnate dal cavaliere per consentirgli di comunicare i comandi al cavallo.
Nora Forni 1B

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