Voglia di bici o di funghi? C’è “Smart Forest”

Siamo passati dalla smart city alla smart forest, la cosiddetta “foresta intelligente”. Nella provincia di Trento sta infatti muovendo i primi passi il progetto “smart forest”, che si occupa non solo del tempo libero ma che è anche di aiuto per la salvaguardia della natura e del territorio.
“Smart forest” altro non è che un’applicazione ottimizzata per smartphone e tablet. Grazie alla connessione dati del cellulare e alla tecnologia GIS (Geographic Information System) permette di individuare su una mappa virtuale non solo i sentieri percorribili in bicicletta più vicini, le amate aree per andare a funghi e le cascate più vicine, ma anche sentieri alpini e reperti archeologici. Grazie a questa app gli operatori forestali possono individuare precisamente (ed a volte già lo fanno) dove si trovano le aree più secche a rischio incendio, quali alberi abbattere e conoscere le mappe delle aree più esposte a rischio geologico.
In parole povere possiamo dire che la tecnologia è integrata con le risorse disponibili in un determinato territorio. A Trento ci troviamo in una provincia coperta per l’80% da boschi, provincia “geniale” per quanto riguarda lo sviluppo di idee ecologiche: qui infatti sono stati inventati il cannone ecologico sparaneve, che crea neve artificiale grazie ai pannelli solari anche con temperature superiori agli 0° (non hanno però pensato che, quando la neve artificiale si scioglie ed il liquido penetra nel terreno o scorre fino ai fiumi, rilascia i suoi componenti inquinanti in essi che forse sarebbe meglio stare senza neve per un anno), qui sono nati inoltre i software Weezard e Cyberfed, il primo riesce a prevedere valanghe e frane con un margine di errore del 5° (avrebbe fatto comodo in questi giorni) ed il secondo che monitora le foreste servendosi di droni dotati di fotocamera multispettrale che, monitorando le piante presenti in una determinata zona, riesce a rilevare il livello dei danni o di maturazione della vegetazione.
Ma scendiamo nei dettagli della “smart forest”, che è stata ideata e realizzata da Trilogis (un’azienda locale che contiene al suo interno laboratori di sviluppo) in collaborazione con il consorzio dei comuni Trentini. Così, da qualche mese, i forestali del comune di Arco girano nei boschi con nuovi strumenti di lavoro: tablet e device smart che consentono loro di comunicare in tempo reale agli enti di competenza l’eventuale presenza di crepe o di danneggiamenti colposi e memorizzare i luoghi in cui è stata presa della legna e quelli in cui sono state fatte delle cataste. Inoltre oggi sono monitorati anche il taglio degli alberi e i piani di gestione forestale.
Virtuosi esempi dell’uso di questa applicazione si possono notare in val di Rabbi con percorsi sugli aceri secolari e in val di Femme con i piani forestali a sistema. Il bosco però ha ancora molto da raccontare, e la foresta intelligente sta per arrivare ovunque.
Resta solo una domanda: non essendo i boschi provvisti di una copertura per la rete dei cellulari, che quindi non “prendono” al loro interno, come può essere possibile utilizzare nei boschi un’applicazione che richiede un collegamento internet? Beh, vorrà dire che sfrutteremo il wifi degli scoiattoli…
Laura Cappelli 2B

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