IC “San Giovanni Bosco”

Docente responsabile Ornella Garreffa

Il nostro racconto per il concorso Corepla

La bottiglia e il pesciolino.

Il sole picchiava forte e il muratore aveva trovato un po’ di refrigerio scolandosi l’intera bottiglia di plastica piena  d’acqua. Ma una sola bottiglia da mezzo litro, non gli era bastata a placare la sete e presto ne avrebbe acquistata un’altra. Distratto, posò la bottiglia sul piano dell’impalcatura per poi gettarla, ma non fece in tempo, una folata di vento la fece cadere a terra e l’acquazzone estivo del pomeriggio la fece rotolare fino al vicino fiume. Il giorno dopo, Paolo, un tredicenne che aveva deciso di marinare la scuola e trascorrere la sua mattinata sulla riva del fiume, vide galleggiare la bottiglia. La prese e ne tagliò la parte superiore e quella inferiore che gli sarebbero servite per raccogliere sassi da collezionare. Ributtò in acqua la parte cilindrica restante e continuò a dedicarsi alla sua attività. Due giorni dopo la bottiglia giaceva sul fondo del mare seguendo la corrente. Un pesciolino, curioso, gli si avvicinò e cominciò a giocare, entrando ed uscendo da essa. Dopo qualche mese, il pesciolino, ormai cresciuto, aveva fatto di quel contenitore cilindrico la sua casa. Solo che, essendo cresciuto troppo in fretta, era ormai intrappolato. Questa cosa a lui non dava fastidio, o almeno non subito. Quando depositò le uova, proprio perché intrappolato nella bottiglia, riuscì a salvare solo un uovo dall’attacco di un predatore. L’uovo si schiuse e il pesciolino pensò che la sua mamma, con un cilindro di plastica che le avvolgeva una parte del corpo, così diversa dagli altri pesci, fosse un pesce speciale. Un brutto giorno, mamma e figlio, furono catturati dalla rete di un pescatore. La mamma era già mezza morta perché la plastica, divenuta troppo stretta, le impediva già da tempo di respirare normalmente. Il pescatore, quindi la liberò da quel cilindro e la ributtò in acqua mentre conferiva quel pezzo di plastica nell’apposito raccoglitore. Il pesciolino era talmente piccolo che il pescatore decise di salvargli la vita e lo diede in dono alla sua bambina che lo collocò in una bolla. Il pesciolino era triste… gli mancavano il mare e sua madre e cominciava ad andargli stretta anche la bolla. Un giorno il pescatore decise di comprare un acquario, uno di quelli con le decorazioni in plastica colorata. Il pesciolino vi fu tuffato dentro. All’inizio si sentì più libero, ma spaesato. Poi, all’improvviso, gli parve di sentire un odore familiare, lo stesso che emanava sua madre. Proveniva da una piccola piantina di plastica piazzata sul fondo dell’acquario. Aveva visto giusto! La piantina non era altro che la bottiglia riciclata. Finalmente il pesciolino ritrovò la sua serenità.

Classe II H

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Dalla redazione: