UN incontro per riflettere insieme AVVOCATO, DIMMI –CHI E’ L’IMMIGRATO? Nella scuola si accolgono più voci.

Coinvolti e partecipi i bambini, cittadini consapevoli in erba, hanno interagito con l’avvocato paolo Sassi, il giovane immigrato Susu e il responsabile del centro di accoglienza temporaneo GIEMME, Antonio Marzilli.

Gli alunni hanno subito chiarito di essere abituati a riflettere sulla necessità di possedere notizie per aprirsi meglio al mondo e soprattutto per costruirsi il proprio pensiero autonomo.

Tantissime le domande poste agli intervenuti alle quali sono state risposte ampie e chiare.

Il questionario elaborato dagli alunni si riporta integralmente affinché se ne possa cogliere la significatività.

QUESTIONARIO

  1. Siamo abituati a riflettere sulla necessità di possedere conoscenze per aprirci meglio al mondo . In che misura , secondo lei, l’analfabetismo può avere conseguenze sulla società e sull’economia di un paese?

 

  1. Cosa portano in genere dal loro paese quelle persone che si rifugiano in Italia?

 

 

  1. Quali calamità possono spingere intere popolazioni ad abbandonare le loro terre?

 

  1. Quali interventi si potrebbero mettere in atto per ridurre le conseguenze di simili catastrofi?

 

 

  1. Abbiamo letto che la famiglia di Babur, che risiedeva in un villaggio distrutto dall’inondazione, insieme ad altre, si sposta in una grande città. L’urbanizzazione è un fenomeno avvenuto in Italia nello scorso secolo. Quali sono le cause principali? Quali le conseguenze?

 

  1. Esistono qui a Isernia, in provincia e nel Molise quartieri “ etnici” nei quali gli immigrati si aiutano a vicenda?

 

 

  1. Se si, sono visibili e come sono visti dagli abitanti del luogo?

 

  1. Cosa suppone che persino gli stranieri immigrati della nostra Italia?

 

 

  1. Spesso soprattutto nelle grandi città, assistiamo a fenomeni di abbandono,

aumenta la presenza di barboni: quali sono i soggetti più esposti a tale rischio?

 

 

  1. L’occupazione abusiva di case, in condizioni igieniche completamente assenti, è legata al crescente numero di immigrati?
  2. Quali potrebbero essere le alternative per risolvere o limitare i problemi legati alla formazione crescente di vari e propri ghetti?

 

  1. Quali sono le principali occupazioni riservate agli immigrati?

 

 

  1. Gli immigrati in possesso di un titolo di studio di grado elevato sono in qualche modo valorizzati nel lavoro?

 

  1. Per anni anche gli italiani sono stati costretti ad emigrare per sopravvivere. Noi lo abbiamo dimenticato. Conosci qualche persona che nel passato è vissuta fuori dell’Italia? Qual è la sua testimonianza?

 

 

  1. Molti bambini e adolescenti figli di emigrati, vivono la durezza di una vita adulta: cosa si fa per loro?

 

  1. Leggendo il libro “ Babur” abbiamo notato che, entrando in Italia, il ragazzo e la sua famiglia ricevono aiuto da un extracomunitario semplicemente perché appartenenti allo stesso paese, L’India, e con la stessa lingua. Il fatto di unirsi tra loro, non comporta il rischio di un maggiore isolamento rispetto alla popolazione che li ospita.

 

 

  1. Spostandosi in una grande città si percepisce un’indifferenza diffusa nei confronti dell’altro: che arriva si avverte “ invisibile”, “ trasparente”. A cosa è dovuto, secondo lei , questa indifferenza verso l’altro?

 

  1. Generalmente tra il centro e la periferia di una città esistono nette differenze, come se fossero due mondi estranei e separati. Pensa che anche qui a Isernia si verifichi la stessa cosa?

 

  1. Cosa pensa degli episodi di intolleranza e violenza ai danni di extracomunitari e non solo? Come mai si sta creando “ il culto” della violenza? Ha mai trattato casi di violenza su ragazzi immigrati?
  2. Perché spesso gli immigrati vengono reclutati da bande criminali? Spesso sentiamo che, soprattutto nelle grandi città, sono proprio loro i maggiori spacciatori della droga.

 

  1. Ritiene possibile trovare punti di contatto tra persone diverse per età, lingua, cultura, condizioni di vita? Come?

 

 

  1. Come pensa che possa avvenire l’effettiva integrazione degli immigrati nei paesi sviluppati e in particolare in Italia?

 

  1. Quali secondo lei, potrebbero essere gli effetti sulla cultura, i costumi e la vita quotidiana degli italiani?

 

 

  1. Per televisione sentiamo spesso parlare di SPRAR. Di che cosa si tratta?
  2. Secondo lei quali sono i punti di forza di questi progetti?

 

  1. Cosa sono i CIPIA?

 

 

  1. Tra i ragazzi immigrati che conosce, ci sono quelli che frequentano i CIPIA di Isernia?

 

  1. Parla con i ragazzi immigrati? Generalmente cosa raccomanda a loro?

 

 

  1. Tra i ragazzi che conosce, ci sono quelli che hanno perso completamente i contatti con le proprie famiglie?

 

  1. Cosa si fa e cosa andrebbe fatto per sostenere soprattutto i giovani immigrati a non perdere la speranza nel futuro?

 

 

  1. Quali sono le richieste che essi fanno?

 

  1. Cosa pensa che noi bambini potremmo fare per educarci ad accoglierli?

 

 

  1. Cosa pensa di queste azioni di intolleranza che anche nella nostra città di recente si stanno verificando?

 

  1. Come trascorrono le giornate gli immigrati e come reagiscono alle diverse forme di intolleranza presenti nella nostra città ?

 

 

  1. Il modo di vivere di questi ragazzi nei loro paesi di origine, può rendere difficile il rispetto delle nostre regole? Le capiscono, per poterle condividere?

 

  1. Incontrano tante difficoltà nell’imparare la nostra lingua?

37.Esiste tra loro il fenomeno dell’analfabetismo?

38.Quale messaggio ci lascia?

Commovente la storia raccontata da Susu che ha offerto tantissimi spunti di riflessione.

E’ stato formativo per gli alunni conoscere la realtà di centri di accoglienza, il progetto di vita di molti immigrati confrontarsi con una cultura diversa.

E’ importante conoscersi, parlarsi, cogliere uguali preoccupazioni per il futuro, imparare, controllare le proprie emozioni, accogliere l’altro e soprattutto arricchirsi dentro.    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commovente la storia raccontata da Susu che ha offerto tantissimi spunti di riflessione.

E’ stato formativo per gli alunni conoscere la realtà di centri di accoglienza, il progetto di vita di molti immigrati confrontarsi con una cultura diversa.

E’ importante conoscersi, parlarsi, cogliere uguali preoccupazioni per il futuro, imparare, controllare le proprie emozioni, accogliere l’altro e soprattutto arricchirsi dentro.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone