Ripopolamento di villaggi radioattivi in Giappone

Dopo ormai sei anni dal disastro avvenuto a Fukushima nel 2011, il governo giapponese ha confermato le voci sul ripopolamento della zona, affermando la propria scelta di voler ritirare completamente le evacuazioni e iniziando a riportare i primi 6.000 abitanti nel villaggio di Iitate, distrutto completamente dai livelli di radioattività. Greenpeace Italia però spiega che il sito è ancora troppo contaminato e che è forte rischio radiologico; per questo, se gli abitanti torneranno lì, saranno esposti con grande probabilità a radiazioni eccessive. Ai Kashiwagi spiega che il governo giapponese ha confermato di non aver ancora effettuato valutazioni di alcun tipo sulle dosi di esposizione attese per le persone che torneranno a Iitate, allora Greenpeace ha chiesto al governo giapponese di assicurare ai cittadini un completo sostegno economico.
Tutto sommato, molte persone non sono d’accordo con il governo giapponese sulla scelta di voler ripopolare i paesi distrutti dalle radiazioni e che ancora oggi sono ad alto rischio di contaminazione, potendo dunque causare anche pericolose malattie, dove solo pochi anni prima era avvenuto un disastro spaventoso. Si pensa, infatti, che tutto questo non possa portare solo alti rischi di contaminazione per gli abitanti, ma anche una grande probabilità che possa riaccadere un disastro del genere. Si tratta di una possibilità probabile, anche se non può sembrare, visto il modo poco sicuro con cui il Giappone fa uso delle proprie risorse energetiche, aprendo centrali nucleari con cui produrre energia in siti a forte rischio sismico.
Edoardo Merlini 3E

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