Un progetto sorprendente

Il nostro Istituto quest’anno ha portato avanti un progetto dal titolo “Sul senso di comunità. La scuola adotta la città”.

-La scuola adotta la città? Che vuol dire? – ci siamo chiesti quando gli insegnanti ci hanno parlato del progetto.

Poi le maestre ci hanno spiegato che adottare la città significa scegliere un monumento o un angolo della città, studiarlo, prendersene cura e farlo conoscere anche agli altri. Così abbiamo  deciso di adottare il quartiere Cappuccini, cioè il quartiere in cui è situata la nostra scuola.

Abbiamo lavorato al progetto, noi alunni delle classi quarte e quinte, mentre i nostri compagni delle classi: prima, seconda e terza hanno approfondito un altro aspetto del  territorio: le ricette della tradizione.

All’inizio non eravamo per nulla entusiasti del progetto, ma poi abbiamo cominciato a fare delle ricerche e a raccogliere del materiale: così alcuni di noi hanno portato in classe delle foto antiche, altri dei libri presi in biblioteca, altri ancora  delle cartoline, sono state raccolte anche  testimonianze di nonni e di persone anziane. Si può dire che abbiamo lavorato come degli storici. Insieme agli alunni delle classi quarte abbiamo anche fatto i fotoreporter, fotografando il quartiere, per mettere a confronto l’ambiente di ieri con quello di oggi.

Incredibili le cose che abbiamo scoperto con le nostre ricerche! Ad esempio abbiamo saputo che il convento dei Padri Cappuccini, da cui il nostro quartiere prende il nome, prima era stato costruito sulle pendici del Monte delle Rose, la parte più alta del territorio di Salemi. Nel 1740 una violenta frana lo distrusse e si decise allora di costruirlo in una zona più a valle, appunto di fronte al luogo in cui si trova oggi la nostra scuola.

Abbiamo scoperto anche che il nostro quartiere, allora, era ancora una zona di campagna, dove oltre al convento c’era solamente qualche casa. Subito dopo il terremoto del 1968 vi sorse una grande baraccopoli, per ospitare la gente che aveva perso la propria abitazione. La nostra scuola, in quel periodo, era costruita in legno.

Da allora il quartiere ha cominciato a svilupparsi: il convento è stato ristrutturato e ampliato, sono sorte abitazioni e negozi. Anche la piazza vicina alla chiesa ha subito parecchie trasformazioni: all’inizio era un abbeveratoio, poi vi è stato collocato un rifornimento di benzina, ora è una piazzetta ben curata.

Oggi Cappuccini è un quartiere completo: vi troviamo la farmacia, l’ufficio postale, l’ospedale, negozi, bar, scuole. Si può dire che è una cerniera tra il vecchio centro di Salemi e la parte nuova, quella costruita dopo il terremoto e il crollo delle case del centro storico.

Con le notizie raccolte e con le foto recuperate  stiamo realizzando dei cartelloni che saranno esposti durante una  manifestazione finale che si terrà nel centro storico di Salemi. Ogni scuola infatti avrà uno stand dove esporrà il proprio lavoro. Sarà bello conoscere anche il lavoro fatto dagli altri plessi dell’Istituto!

Alla fine il progetto si è rivelato davvero interessante: pensavamo di conoscere bene il nostro quartiere e invece non ne sapevamo praticamente nulla!

Dalla redazione: V A “Cappuccini” -I.C. “G. Garibaldi – G. Paolo II” –  SALEMI

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