IN SCENA CON L’ANTIGONE

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I giovani e il teatro classico, in questo legame sta la forza e la bellezza del Festival Internazionale del teatro dei giovani che, da oltre 25 anni anima e ravviva il teatro greco di Palazzolo Acreide.

Il festival dei giovani è giunto alla sua XXIII edizione, ha avuto inizio ufficialmente il 6 maggio ed il 29 ha ospitato sul palco del teatro il gruppo studentesco dei giovani del Liceo Scientifico “Michele La Rosa” di Canicattini Bagni con l’interpretazione dell’Antigone di Sofocle. Questa tragedia è ricca di morale; la figura di Antigone è fondamentale per lo svolgersi della vicenda. E’ lei che esce dagli schemi di una società oligarchica e selettiva, in cui il re è uno e ha potere di decisione su tutto. La capacità degli attori ancora giovani, ha fatto si che si andasse a creare un’atmosfera particolare, tanto da immergerci quasi del tutto nei sentimenti del mondo ellenico.

Dirigente Scolastico del Liceo prof. Marcello Pisani, docente responsabile dell’attività teatrale la prof.ssa Rita Palermo, docente coordinatore dell’attività prof.ssa Elisa Salvatorelli, Regia di Rita Abela. L’iniziativa, chiarisce il D.S prof. Pisani, ha una valenza sia culturale che formativa: da una parte è un ottimo strumento per far conoscere “dal di dentro” il teatro classico e per stimolare l’interesse verso questa importante espressione della letteratura antica; dall’altra aiuta i ragazzi nella conoscenza di sé e nella relazione con gli altri.

La regista Rita Abela presenta così la tragedia: “la città è la vera protagonista di questo spettacolo, la città di Tebe, appena uscita dalla guerra contro Argo. Nello scontro finale Eteocle e l’esule Polinice, i fratelli di Antigone si sono uccisi a vicenda contendendosi il trono. Morendo l’hanno consegnato allo zio Creonte. Creonte, il nuovo Re, intende consolidare il suo potere emanando un editto che prevede una degna sepoltura per l’eroe Eteocle e l’abbandono del cadavere di Polinice alla mercè di bestie e uccelli, senza funerale, senza tomba, e la condanna a morte per chi oserà dargli sepoltura.” Antigone si oppone a questa legge e seppellisce, in nome della legge del sangue e secondo il volere degli dei degli inferi, il cadavere del fratello, senza l’aiuto della sorella Ismene, che si rifiuta, decidendo di seguire la legge degli uomini. Per il suo coraggio e la sua determinazione Antigone rappresenta un esempio da seguire e un personaggio decisamente “moderno” rispetto alla società in cui vive. Antigone è solamente una ragazzina, e forse neanche un adulto avrebbe avuto come lei il coraggio di disubbidire al re. Viene scoperta e si prepara a morire, proseguendo la scia di morte di tutta la sua famiglia. Ma la nemesi degli Dei, la punizione crudele di ogni eccesso umano non tarderà ad abbattersi anche sugli altri personaggi. Gli attori, pur non essendo professionisti affermati, ma al contrario dei semplici studenti di liceo con una profonda devozione per il teatro, hanno dimostrato una notevole capacità nel recitare. Le stesse musiche e gli effetti sonori sono risultati assai suggestivi, capaci di emozionare e di sottolineare il fascino della sceneggiatura. Restano aperte le domande che Sofocle ha voluto che tutti gli uomini di tutti i tempi si ponessero, le domande sul rapporto tra il potere e la giustizia, sui difetti del diritto e della legge quando questi vengono applicati con durezza e con cinismo, le domande sulla disumanità della pena di morte, sul significato ultimo della disobbedienza civile. Tutte queste domande non invadono solo la città di Tebe ma le sale dei teatri da secoli, e come possiamo immaginare hanno certamente invaso anche la mente dei ragazzi che hanno partecipato a questo spettacolo, diventando vicini nel dolore e custodi della solitudine di Antigone, della sua autonomia di giudizio e delle sue contraddizioni.

Esibirsi da protagonisti
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