Istituto Omnicomprensivo “N. Scarano” di Trivento (CB)

Docente responsabile: Elisa Marianacci.

Il cyberbullismo

Il cyberbullismo (ossia «bullismo online») è il termine che indica un tipo di attacco continuo, ripetuto, offensivo e sistematico attuato mediante gli strumenti della rete.

Il termine cyberbullying è stato coniato dall’insegnante canadese Bill Belsey.

In Inghilterra, più di 1 ragazzo su 4, tra gli 11 e i 19, anni è stato minacciato da un bullo via e-mail o sms. In Italia, secondo l’Indagine nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza pubblicata nel 2011 un quinto dei ragazzi ha trovato in Internet informazioni false sul proprio conto. Con minore frequenza si registrano casi di messaggi, foto o video dai contenuti offensivi e minacciosi, ricevuti raramente, qualche volta.

Rispetto al bullismo tradizionale nella vita reale, il cyberbullismo lo fa su internet senza causare danni violenti. Anonimato del molestatore è scovabile perché tutte le conversazioni online lasciano pur sempre delle tracce.

Per la vittima, però, è difficile risalire da sola al proprio molestatore, ed è per questo che bisogna denunciare questi eventi, o ai genitori o a qualche adulto che ci può aiutare.

Le modalità specifiche con cui i ragazzi realizzano atti di cyberbullismo sono molte. Pettegolezzi diffusi attraverso messaggi sui cellulari, mail, social network. Postando o inoltrando informazioni, immagini o video imbarazzanti (incluse quelle false); rubando l’identità e il profilo di altri, o costruendone di falsi, al fine di mettere in imbarazzo o danneggiare la reputazione della vittima. Insultando o deridendo la vittima attraverso messaggi sul cellulare, mail, social network, blog o altri media. Facendo minacce psicologiche alla vittima attraverso un qualsiasi social media.

Oggi il Professore Fabrizio Perrone ci ha invitati a un incontro dove ci ha parlato di cyber-bullismo.

È stato un argomento che mi ha colpito molto perché non so come le persone facciano a giudicare gli altri, che stanno oltre uno schermo e che non conoscono chi li stanno giudicando; io se mi trovassi in questa situazione non saprei come gestirmi, avrei paura di tutto e di tutti e non mi fiderei di nessuno.

Spero per chi vive queste situazioni ogni giorno di uscirne presto a testa alta perché nessuno è così importate da farci abbassare lo sguardo ai loro piedi.

Benedetta Molinaro Classe V A Primaria

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