Scuola Secondaria di Primo Grado "Puccini" di Firenze

Docente responsabile Paolo Boschi

Trappist-1: c’è nessuno?

Per quanto i pianeti rocciosi del sistema solare Trappist-1 possano essere potenzialmente abitabili, sono molto diversi dal nostro pianeta azzurro. Questo sistema non è raggiungibile con le tecnologie attuali, quindi non possiamo avere dati completi e troppo precisi, ci atteniamo quindi ai dati forniti e diffusi dagli scienziati.
Scendendo su uno dei pianeti, potremmo vedere gli altri sei nel cielo, grandi il doppio o più della Luna vista dalla Terra. Questo perché non solo sono più grandi del nostro satellite, ma sono anche più vicini tra loro. “Se foste sulla superficie di uno di questi pianeti avreste una splendida vista degli altri pianeti. Non li vedreste come vediamo Venere o Marte dalla Terra, ossia come punti di luce. Li vedreste davvero come si vede la Luna. Potreste apprezzare le formazioni geologiche di questi mondi” ha spiegato Micheal Gillon, capo del gruppo di ricerca internazionale nell’Università di Liegi.
La luce su uno di questi pianeti, agli occhi di un visitatore umano potrebbe sembrare molto debole, e ciò sembra un ossimoro vista la vicinanza dei pianeti alla loro stella madre. Come ha spiegato Amaury Triaud, co-autore dello studio, le stelle nane ultrafredde producono maggiore luce nelle lunghezze d’onda infrarosse, piuttosto che nelle lunghezze d’onda visibili.
Ciò risulterebbe nel fatto che la luce viene percepita poco anche se il pianeta viene riscaldato. La luce infatti sarebbe di color salmone. Un anno a Trappist 1 dura veramente poco: infatti in sei dei sette pianeti un anno o, meglio, detto dagli scienziati periodo orbitale, dura da 1.5 a 12.4 giorni terrestri. Nel pianeta più lontano il periodo orbitale è stimato in circa 20 giorni. Inoltre i tempi non sono regolari, dato che i pianeti si tirano e si spingono a vicenda per via della loro vicinanza.
In più giorno e notte sono eterni, dato che la rotazione è sincrona. Ciò vuol dire che un lato del pianeta è sempre rivolto alla stella, l’altro è sempre buio. E soprattutto, se scenderemo mai su uno di questi pianeti, portate un cappotto, dato che la stella è una nana rossa.
Edoardo Lolli 2D

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