Dal male ai germogli del bene

Il male può essere generato dalla natura stessa o spesso, anzi, quasi sempre da coloro che la abitano. Tale fenomeno sembra caratterizzare, fin dall’origine della storia, l’uomo. Questo è costretto a far violenza per svariati motivi come: affermarsi sugli altri, affermarsi sulla società, placare la propria ira o rabbia o semplicemente e al contempo stupidamente per ottenere il primato di “più forte”. Oggi, nel ventunesimo secolo, questi fatti più che noi tristemente, fanno parte della nostra realtà quotidiana. Su questi tipi di esempi potremmo stipulare un’infinita lista. Un tema particolarmente ricorrente, su tutte le testate giornalistiche, nostro malgrado, è quella della violenza domestica, estremizzata poi in femminicidio. Molto vi è da dire al riguardo, troppo sulla storia della violenza di genere, sui femminicidi che per secoli sono stati giustificati e nascosti, basta tornare indietro di qualche secolo, arrivare ad esempio al Medioevo quando una donna non aveva nessun”diritto”, ed era costretta a subire allucinanti violenze fisiche. Fino ad arrivare al giorno d’oggi con la sottomissione e la violenza subita da migliaia di donne e figli, condannati al silenzio per mantenere il buon nome della famiglia o per paura di essere giudicati all’interno di una società troppo arretrata. Si tratta di un bagaglio pesante che solo adesso con coraggio viene aperto, affrontato e reso pubblico, risvegliando in questo modo la sensibilità di molti individui che erano all’oscuro di queste terribili e devastanti situazioni o che semplicemente non erano interessati a sentire o vedere nulla di ciò. Sembra assurdo che nel mondo ci siano ancora donne sottomesse ai propri compagni le quali ogni giorno subiscono violenze sia fisiche che verbali. Tra questi si ricordano il caso della donna che per anni ha subito violenze verbali dal marito, durante una lite, il marito infuriato versa su di lei mediante un annaffiatoio da giardino della benzina, dandole fuoco e sfigurandole il viso, lasciando in questo modo segni indelebili che porterà per il resto della sua vita. Questo accaduto da prova del fatto che tutte le donne devono denunciare la propria condizione di abuso, prima che la situazione degeneri, evitando di arrivare a simili stragi. La prima cosa da fare in questi casi è rendersi conto che chi ricorre alla violenza non ama, genera solo male, violentando così la personalità di chi gli sta accanto, cioè la vittima. In secundis bisogna sempre parlare ed esporre ciò che si è subito. Chi è vittima deve rendersi conto che la vita è troppo preziosa a fianco di chi non sceglie di cambiare e migliorare. La dignità umana è l’unica cosa che ci allontana dalla violenza, usare la ragione e scacciare gli istinti più bassi, questo ci rende persone.

Miceli Federica,  Santoro Claudia classe VA

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone