IIS Savoia di Chieti 

Docente responsabile Fazii Patrizia

Lo sport é passione

 

Si comincia in una palestra, in un campo, in una piscina e non si ha nemmeno la piena consapevolezza di cosa ci piaccia veramente praticare. Sono i primi passi in una età di inconsapevolezza verso un mondo più ampio che è quello dello sport. Il concetto di sport si è nel tempo arricchito di molte sfumature, dallo stare bene fisicamente e psicologicamente che esso comporta, ai legami sociali per passare ai valori etici e morali, che questo trasmette.

La grande motivazione, che spinge tutti i ragazzi di oggi a praticare sport, a mio parere, è la passione. Non c’è campione del calcio che non abbia sofferto almeno una volta per andare fino in fondo, non c’è corridore, atleta, che non abbia provato dolore per passione. È questa l’origine principale, la voglia di giocare, che sia individualmente, in squadra, che sia una volta a settimana o anche di domenica.

La voglia di fare, in qualsiasi contesto, spinge l’uomo sin da sempre a dare il massimo, a non fermarsi al primo ostacolo anche se all’apparenza può sembrare impossibile e scoraggiante. È tuttavia vero che lo sport può essere un passatempo, un modo per svagare la mente dalle preoccupazioni, che ci tormentano tutti i giorni. Muoversi, correre, ballare, giocare, rilassa la mente e affatica il corpo, ma distoglie l’attenzione dai problemi per riposizionarla sull’attenzione e la concentrazione sportiva.                                                                                                  Lo sport per gli under trenta può significare benessere e libertà, non necessariamente una forma reale di competizione ed allenamento, ma bensì voglia di aiutare il proprio corpo, oltre che la propria mente. Stare bene fisicamente, come sappiamo, è oggi una delle preoccupazioni più grandi. Con essa, infatti, è possibile non citare la salute. Quanti genitori iscrivono i propri figli a lezione di danza, di calcio per la prima volta a sette anni, per fare in modo che stiano bene in salute in futuro? Queste ragioni non sono del tutto errate; hanno un loro perché.

Ma ambire al meglio significa provare qualcosa, la passione: senza questa l’uomo non ha mai saputo vivere, non basta il fisico, non basta tentare, c’è bisogno di crederci , di metterci in mezzo le emozioni, anche se a volte accade involontariamente.

Diventa una questione di testa e cuore. Comincia un processo che va dall’impegno, all’allenamento, alla dedizione e ai sacrifici, al seguire i più grandi campioni internazionali per ispirarsi a loro, ed aspirare a raggiungerli, fino alle soddisfazioni personali che ti rendono fiero di ciò che fai. Infatti, come diceva Papa Giovanni Paolo II: “L’atleta vero è colui che tra le righe del suo impegno, della sua passione, del suo successo ha valori, che fanno grande non solo un atleta, ma l’uomo stesso.”

Marco Lunelli, II Chimica C                                                                                                                    I.I.S. “L. DI SAVOIA”  CHIETI

 

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