STAR BENE A SCUOLA: BEN-ESSERE OVUNQUE

 

La scuola è il luogo dove tutti passiamo la maggior parte del nostro tempo, dove entriamo in contatto con adulti e pari e dove impariamo a relazionarci con il mondo. Le esperienze vissute all’interno del contesto scolastico dovrebbero permettere ai ragazzi una percezione positiva del sè e delle proprie capacità.

 Come si  può realizzare ciò?  Prima di tutto attraverso un apprendimento che consenta ai ragazzi di acquisire conoscenze e competenze non esclusivamente inerenti alla studio, ma fornendo anche strumenti utili a riflettere  sulla propria persona; tale  apprendimento dovrà avvenire con l’appoggio degli insegnanti e dei compagni in modo che  insieme si  possano individuare i punti di forza e di  criticità di ciascuno.

 Quindi, siamo tutti d’accordo nel sostenere  che conseguire un buon risultato scolastico e, al tempo stesso, avere buoni rapporti con tutti crei  uno scenario  scolastico favorevole e contribuisca allo sviluppo armonico del singolo. Purtroppo, però, nel contesto scolastico, i ragazzi spesso vivono un disagio che racchiude vari fattori; vi è da sottolineare che “disagio scolastico” è una “parola-valigia” che allude a situazioni e comportamenti diversi che vanno da chi vive la scuola come un fallimento, a chi manifesta ostilità verso il sistema scuola e sfida le regole sociali con ricadute problematiche sulla condotta.

La scuola non è un soggetto neutro ma è vivo e attivo ed è in grado di accogliere il disagio, riconoscerlo e fronteggiarlo. Ed è qui che entra in “ballo” il benessere scolastico, ovvero una scuola che si ponga come elemento di sintonizzazione con le istanze degli alunni, ne intercetti i bisogni e sia pronta ad effettuare dei cambiamenti in “itinere”. Le azioni di prevenzione , quindi , si possono mettere in atto con l’uso di metodologie, come ad esempio aiutare lo studente in difficoltà ad essere più competente nel fronteggiare il compito della  scuola, motivandolo ad esercitare un controllo attivo sull’andamento del proprio percorso scolastico; oppure ad interagire con la classe partecipando a gruppi di lavoro che abbiano come scopo, oltre l’approfondimento didattico, quello di amalgamare ragazzi diversi per carattere attraverso la conoscenza del sé.

Quindi, emerge la necessità, per contrastare il “disagio scolastico” della consapevolezza che “stare a scuola” include una relazione stretta tra docenti e discenti che implica la capacità di ascoltarsi per affrontare e risolvere tutti i problemi che l’adolescenza comporta ( e su questo bisogna battere: essere adolescenti è impegnativo ma bisogna attraversare l’adolescenza per entrare nell’adultità).

Forse, la soluzione è quella di costruire una comunità scolastica anche al di fuori delle mura della scuola!

 

Chiara Maione

Liceo Classico Francesco Vivona

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