IC Sinopoli Roma

Docenti responsabili Chiara Gurrieri, Massimiliano Iannitti, Patrizia Dorigo

ANNI DA RICORDARE

Il signor Roberto Bannella,  nonno di una nostra compagna di classe,  nato nel 1938,  ci ha raccontato com’era vivere da bambino  durante la seconda guerra mondiale.

Sua nonna era “levatrice”, cioè faceva nascere i bambini: era un buon lavoro, visto che a quei tempi molti bambini nascevano in casa. In quell’epoca a  Roma c’era una rivalità tra “monticiani” (abitanti del quartiere Monti) e  “trasteverini” (abitanti di Trastevere),  visto che i monticiani corteggiavano le ragazze trasteverine. Nonostante questo, i suoi genitori,  che vivevano uno a Monti e l’altra a Trastevere, si sposarono.

Nel 1940, il padre del signor Bannella fu chiamato come militare:

prima di partire, portò la famiglia a Spello, un piccolo paese in Umbria, per proteggerla dai bombardamenti.

Nella cittadina,  l’unica chiesa era quella di Santa Maria Maggiore, dove una sua zia, di nome Ninetta, era suora.

Aveva circa cinque anni quando un giorno andò a casa sua un bambino più o meno della sua età: giocavano con delle casette di legno; dopo pranzo il bambino se ne andò, cercando di rubare alcune casette ma sua madre glielo impedì.

Un giorno un uomo bussò alla sua porta e lui aprì, senza riconoscere  che era suo padre che tornava dalla guerra. Per un po’ di tempo, anche Spello purtroppo fu occupata.

Non ho il becco di un quattrino ”: è un’espressione di quei tempi e deriva dal fatto che il quattrino era un quarto di un centesimo (valeva molto poco) e “becco” si diceva poiché,  sul retro  della moneta, c’era un uccello.

Il primo bombardamento a cui il signor Roberto ha assistito da bambino fu quello sulla via Flaminia, che era  lontana da casa sua ma è riuscito a  vederlo bene:  notò che le bombe, prima di cadere, rimanevano per un po’ sotto il portellone dell’aereo.

Uno degli episodi più impressionanti fu un attacco dei Tedeschi alla fattoria in cui la sua famiglia era nascosta: tutti si chiusero nella stalla,  tranne due ragazzini, tra cui il nostro signor Bannella. Osservarono un soldato tedesco che derubava il povero pastore dai suoi  pochi beni. Durante una messa, ci fu il secondo bombardamento a cui il  signor Bannella assistette.

A Roma la guerra finì nel 1944, quando fu liberata dalla dominazione tedesca.

CLASSE PRIMA A

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Email this to someone

Dalla redazione: