Liceo Giulio Cesare di Roma

Maturitime: il ritornello che non annoia mai

Ci hanno fatto poesie, film, canzoni. E’ un ricordo che ci si porta dietro tutta la vita, si rievoca per decenni e nel bene o nel male non si dimentica mai. Anche simbolicamente, è la prima vera prova a cui viene sottoposto un ragazzo nell’iter per diventare uomo. La risposta all’indovinello è maturità: l’esperienza che accomuna gli studenti di ieri, oggi e domani e che ci rende tutti uguali. Stesse emozioni, ansie, notti insonni. E’ la ripetizione eterna che non stanca nessuno, nemmeno i più ‘maliziosi’ . Ieri, mercoledì 21 giugno, tutti gli studenti del nostro Paese hanno affrontato il primo step per concludere il loro percorso di studi superiori con la prova di italiano. Nonostante i consueti disperati (ma sempre divertenti) tentativi di estorcere informazioni dal Ministero dell’ Istruzione, anche stavolta la classsica prova d’apertura ha preso di sorpresa gli alunni proponendo tracc(i)e inaspettate : prima fra tutti, nonostante i ben più ‘quotati’ Don Lorenzo Milani e Pirandello è stata l’analisi del testo di ‘Versicoli quasi ecologici’ di Giorgio Caproni, che ha lasciati i maturandi sbalorditi. Tra gli studenti intervistati, (del Liceo Scientifico Augusto Righi) infatti, nessuno ha svolto la prima traccia, mentre hanno puntato di più sul tema storico-politico ma soprattutto su quello socio-economico. Trapela tanto ottimismo però alle porte dell’istituto, con i ragazzi che si ritengono tutti soddisfatti della prima prova; secondo molti però il problema vero sarà la seconda prova, quello di matematica. (giusto per rimanere in tema di problemi)  La loro ansia è motivata non solo per una questione di fama o semplici ‘dicerie’ , ma anche perché sostengono di aver interpretato delle informazioni velate (a loro detta) dei prof come un avvertimento: tra tutte spaventa molto l’uso della calcolatrice grafica, portata solo grazie all’autorizzazione degli insegnanti stessi, che durante l’anno mai avevano utilizzato. Questo ed altro li induce a credere che in pentola bolla qualcosa di grosso. Emerge anche tanta stanchezza tra i ragazzi, con alcuni di loro che si dimenticano anche la traccia svolta (!) ; per questa ragione infatti molti hanno preferito il letto anziché il tavolino, riposandosi al meglio in vista del ‘ritorno’ . L’atmosfera  è stata tranquilla, tant’è che da quanto ci riferiscono l’unica ansia era quella di ‘abbandonare’ (perché alla fine le amicizie del liceo non si perdono mai) i compagni di una vita e gli odiati-amati professori, i nostri temuti arbitri. Nessuno tra loro però affida alla scaramanzia il suo risultato scolastico, senza né riti né portafortuna. Solo un alunno, con una battuta molto colorata, ci ha confessato di aver affidato il suo destino a due panini che si è portato per mangiare durante il compito: speriamo contenessero una scienza infusa… E comunque, passano gli anni, ma la maturità è l’evergreen che non annoia mai.

Di Emanuele Caviglia 

 

Foto di Marco Lombardi 

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