ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: UN GENIO INCOMPRESO?

Che l’Italia fosse un paese di incoerenti non lo scopro di certo io oggi, ma ribadirlo non è mai una cattiva azione: quante volte avrete sentito lamentele da parte di adulti che recriminavano lo scarso interesse dei millenials verso il cosiddetto mondo dei ‘grandi’ ? A meno che io non viva in un mondo tutto personale, la risposta è ‘sovente’ , e in fondo non è poi così imputabile evidenziare la superficialità di una generazione così ‘liquida’ come questa; la falla sta però nel criticare anche quel sistema che cerca di arginare questo atteggiamento disinteressato dei giovani, aiutandoli a capire cosa davvero vogliono dalla vita e a scovargli una passione.

E’ questo il caso dell’ Alternanza Scuola Lavoro, riforma approvata del governo Renzi circa due anni fa con lo scopo di far prendere contatto tra gli alunni e il mondo del lavoro; ma anche stavolta, visto che non esiste niente in grado di mettere d’accordo gli italiani, (con i debiti pregi e difetti) sono scattate le critiche verso la ‘creazione’ dell’ ex Presidente del Consiglio. La maggior parte degli ‘haters’ della ASL, udite udite, sono proprio quelle persone che dovrebbero trasmettere cultura e passione per tematiche più ‘mature’ in virtù del lavoro che svolgono: i professori.

Non sono così generalista da attribuire a tutti i docenti la stessa opinione e fare di tutta l’erba un fascio, ( dal momento che conosco anche diversi insegnanti che sono entusiasti di questa attività ) ma vivendo la scuola quotidianamente posso con certezza affermare che la maggioranza non faccia proprio i salti di gioia nel sapere che i loro alunni si tramutino in lavoratori per due settimane, specialmente se durante il periodo scolastico; così, per usare un eufemismo.

E qui casca l’asino. Anche dando una sbirciata in prospettiva, per il futuro dei giovani d’oggi è molto più formativo partecipare ad attività che li riguarderanno direttamente in un domani, piuttosto che passare gli ennesimi pomeriggi sui tavolini coi libri di studio accanto.

Lo dice persino il primo articolo della nostra Cosituzione ‘ l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro’ , a mettere in modalità silenziosa i più scettici degli scettici. La verità è che siamo delle persone che vivono nel mondo di oggi, che si sono fermate a quello di ieri, con la paura di guardare al domani.

Un’altra verità è che siamo come le altalene: non conosciamo mezze misure, ci spingiamo sempre da un estremo all’altro senza trovare l’ ‘incontro’ giusto. Veniamo da una generazione in cui ci si picchiava per le fazioni politiche opposte, in cui si credeva ancora nell’utopica ‘rivoluzione’, di poter cambiare un copione già scritto, ad un oggi in cui queste ultime due sono sparite; l’unica cosa che è rimasta sono le risse, intramontabili, ma non tra ideologie diverse, bensì tra residenti di Roma nord e Roma sud.

E ho detto tutto. Ovvio che poi attività come l’ASL, anche da molti ragazzi, vengono considerate una perdita di tempo con lo scopo di offuscare le nostre intense uscite in qualche nota piazza della città, in cui sfoggiamo le nostre nuove Polo-Ralph Loren e sfrecciamo con le altrettanto nostre fiammanti macchinette a velocità supersonica, verso un domani destinato a fallire. Magari sarà soltanto l’ennesimo tentativo fallimentare per cambiare le cose, ma io, in questa Alternanza Scuola Lavoro, ci continuerò a credere.

 

di Emanuele Caviglia

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