Anoressia e Alta Moda, un binomio perverso

Il fenomeno colpisce circa 2 milioni di giovani modelle ogni anno e i numerosi  tentativi di sconfiggerla  sono stati finora vani. Ma com’è la loro vita al di fuori della passerella?

di Chiara Salvatori

‘’Per la prima volta ho fatto fatica a guardare gli abiti’’: questo è stato il commento di un critico di fronte a di una recente sfilata nel guardare modelle indossare una taglia 36; da ciò possiamo renderci conto della concezione assurda di grassezza che si ha all’interno di questo mondo .

Si sono spesso sentite le storie di celebri modelle che per amore della propria professione, ossia per rientrare in quei famosi ‘’canoni’’, hanno ridotto il proprio corpo a un vero e proprio scheletro, e la cosa ancora più allarmante è che questi presunti principi di bellezza si riportano poi all’interno della società, attraverso la continua esposizione di taglie minuscole nei negozi  e la conseguente soppressione delle taglie forti.

Questa tendenza a prediligere l’esagerata magrezza la si può notare  anche guardando semplicemente le vetrine dove possiamo ammirare manichini con un vitino quasi inesistente e le forme ridotte al minimo.

Tutto ciò porta all’elaborazione di un pensiero comune nelle ragazze,  quello di associare la bellezza alla taglia: in parole povere, se non indossi una 38 non sei  nessuno e non puoi essere considerata bella per la società.

Nel mondo dell’alta moda questo fatto è piuttosto evidente , ci basta accendere la tv e guardare una qualsiasi sfilata di case celeberrime  come Armani o Dolce e Gabbana per veder sfilare donne – per lo più ragazzine – con gambe più fine di quelle di una cicogna e il volto segnato da scarniture e occhiaie accentuate da un trucco estremo e pesante.

Non tutti sanno quello che una giovane modella deve patire per raggiungere quei livelli, come ridurre al minimo vitale la quantità di cibo assunta  e allenamento continuo per diverse ore al giorno. lnoltre, una modella deve subire ogni giorno lo stress di fare qualsiasi cosa pur di rientrare in ogni abito proposto dallo stilista (sempre più piccolo) e così poter sfilare.

Tutte queste pressioni e restrizioni in campo alimentare portano le ragazze non solo a perdere quantità eccessive di peso ma anche a gravi conseguenze alla salute, come la scomparsa delle mestruazioni con conseguente possibile perdita della fertilità, disidratazione, danni al sistema celebrale, ma anche traumi psicologici ed esaurimento nervoso .

Per fortuna, vari Stati all’interno della Comunità  europea si stanno man mano rendendo conto della gravità del problema, pur se ancora non sono state promulgate leggi contro le taglie XXXS, ma solamente multe di ingenti somme alle case che fanno sfilare modelle con un BMI (indice di massa corporea) non inferiore a 18, pari ad una donna alta 1,78 e con peso di 55 kg, valore che già è ai limiti dell’estremo per una ragazza di quell’altezza.

Per quanto riguarda l’Italia , il nostro paese si  era mosso finalmente  l’anno scorso con una proposta di legge, firmata dalla pd Michela Marzano, ma anche dall’ex ministro di centrodestra Mara Carfagna e altre deputate. Il testo prevedeva pene fino a 1 anno e 50mila euro di multa per chi “istiga esplicitamente a pratiche di restrizione alimentare prolungata”, ma non è ancora stata approvato.

Molti big della moda italiana hanno firmato però nel 2007, con l’allora ministro Giovanna Melandri, un codice di autoregolamentazione che vieta di far sfilare minorenni e persone con “evidenti disturbi alimentari”.Tutti questi provvedimenti – come possiamo ben notare – non vanno ad estinguere il problema, ma solo a limitarlo.

Si spera che in futuro si prendano provvedimenti più severi, ma nel frattempo è importante invitare le persone a pensare che la bellezza non è rappresentata da un vitino da vespa, da gambe quasi inesistenti e corpi amorfi per l’assenza non solo di grasso ma anche di carne, ma che quest’ultima è celata nel sorriso, nell’espressione e nell’animo di ogni persona, senza distinzioni .

Perciò aprite gli occhi , guardate queste ragazze, entrate nel loro animo, poiché se farete questo sforzo di certo non vedrete delle donne perfette, ma solo ragazze pressate dalla società che le circonda, che hanno perso la propria personalità , il proprio stile di vita, la loro vera essenza per ricoprire il ruolo di ‘’barbie’’ all’interno di quest’ultima

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