Dentro “Occidentali’s karma”

“Un guazzabuglio di parole su un ritmo suadente”: ecco come Gabbani, vincitore di Sanremo 2017, definisce la sua nuova hit “Occidentali’s karma”. In effetti non si tratta di una canzone in cui a predominare c’è semplicemente il ritmo o la figura del cantante ma c’è un messaggio preciso: l’incontro tra la società occidentale e quella orientale, e l’evoluzione, il cambiamento.
Negli ultimi due anni infatti si è sempre più diffusa la cultura orientale tra gli occidentali, a partire, per esempio, dagli alimenti come il tanto amato sushi, sempre più diffuso a livello di ristorazione. Possiamo quindi affermare che la cultura orientale sia ormai diventata virale tanto quanto un prodotto a marchio Apple.
Vero è che le interpretazioni da parte degli ascoltatori sono davvero disparate ed è difficile sceglierne una in assoluto perché in ognuna di esse c’è del vero, ed è proprio qui che si cela la grandezza del pezzo: puoi ascoltarlo diverse volte e cogliere diverse sfaccettature di significato di carattere positivo ma anche negativo che si rifanno ai fenomeni di attualità.
Da un’intervista recente a Gabbani emerge il suo amore per la canzone e la gioia del fatto che abbia preso tanto il pubblico. Eccone un estratto interessante: “Più il festival andava avanti, più il brano veniva trasmesso dalle radio e più proliferava un esercito di commentatori pronti ad attribuire alla canzone i significati più intelligenti e disparati. Giornalisti, filosofi, docenti universitari, religiosi, attori, musicisti, presentatori […]: tutti che volevano dire la propria su Occidentali’s karma. Ed era bellissimo! […]”
La canzone, oltre ad essere estremamente attuale, è anche “colta” in un certo senso poiché fa riferimento a Shakespeare, Eraclito, Karl Marx, Desmond Morris e altri ancora, ma anche “speranzosa” e si può cogliere quest’ultimo particolare in questo passo: “A-A-A cercasi (cerca sì) / Storie dal gran finale / Sperasi (spera sì) / Comunque vada panta rei / And singing in the rain”. Gabbani oltretutto ha dichiarato di non essere il solo autore del testo di “Occidentali’s karma” e che inizialmente il titolo non sarebbe dovuto essere questo ma “Occidentalis karma” senza l’apostrofo seguito dalla lettera “s”: “La frase del guazzabuglio” afferma Gabbani, “l’ho ripetuta altre volte in altre interviste, perché mi piaceva scherzare sull’allegria del brano. Naturalmente il gioco era condiviso con Filippo Gabbani, mio fratello e co-autore del pezzo, con Luca Chiavalli e con il paroliere Fabio Ilacqua (persona di una cultura imbarazzante) che aveva scritto anche il testo di Amen. […]”
Concludo invitando all’ascolto della canzone, auguro a tutti di raggiungere il Nirvana.
Alice Jennifer Ruffo – Classe 2B

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