Scuola Secondaria di Primo Grado "Puccini" di Firenze

Docente responsabile Paolo Boschi

All’improvviso dallo spazio infinito – Racconto

10 agosto 1969.
Era da qualche mese che si avvertiva qualcosa di strano attorno alla Terra, vicino all’atmosfera… era preoccupante. Secondo dati non diffusi e noti a pochi, all’improvviso dalla spazio infinito un corpo celeste stava arrivando sulla Terra e non si sapeva bene cosa sarebbe potuto succedere.
Gli scienziati di tutto il mondo stavano facendo ricerche su questo mistero. Intorno al 15 settembre due scienziati giapponesi, Arua e Koko, riuscirono a stabilire cosa stesse accadendo secondo loro attorno alla Terra. La loro teoria era questa: gli alieni stavano cercando di conquistare il pianeta e per farlo volevano mandare piccole navicelle. Il motivo per cui volevano attaccarlo e sottometterlo non era ancora stato scoperto. La loro teoria non venne approvata da molti scienziati, infatti, dopo pochi giorni furono esclusi da questa ricerca. Ormai erano passati tre mesi, le ricerche erano proseguite, ma non si sapeva niente di sicuro.
Gli scienziati erano disperati… quando un giorno arrivò un nuovo ricercatore, Matthew Brown: era giovane, si trovava in un caso misterioso con poche probabilità di successo e doveva riuscire a trovare il pericolo che si aggirava intorno alla Terra. Da quel giorno cambiarono le cose: era come se i ricercatori avessero ritrovato speranza nella ricerca, facevano nuove scoperte ora dopo ora. Ad esempio, erano riusciti a scoprire l’indizio più importante: la cosa misteriosa che si aggirava attorno alla Terra non era un’astronave, e non si trattava di un attacco alieno.
Le ipotesi più frequenti andavano da un estremo all’altro: dal rassicurante “è solo un falso allarme” al catastrofico “si tratta di un gas nocivo che tra poco arriverà all’interno dell’atmosfera e causerà l’estinzione della specie umana”.
Matthew Brown era diventato il capo di quella ricerca, anche se era lo studioso con meno esperienza nel campo: secondo lui nessuna di queste ipotesi era corretta, però non era ancora riuscito a trovarne un’altra che fosse possibile da dimostrare, voleva aspettare ancora qualche settimana prima di fallire.
Intanto alcuni scienziati, contrari a Matthew Brown, si erano alleati per riuscire a risolvere il mistero e a dimostrare a tutti gli altri ricercatori che erano in grado trovare una soluzione da soli; così, mentre Matthew Brown e il suo team portavano avanti le ricerche, il gruppo era riuscito a risolvere il mistero, ma volevano essere sicuri che fosse la soluzione giusta, sennò sarebbero stati umiliati dal team avversario perché avevano fallito.
Passò un altro mese, era il 18 ottobre e finalmente era il grande giorno in cui sia Matthew Brown che Richard, il capo del team degli altri scienziati, avrebbero esposto a tutto il mondo la loro soluzione.
Le parole di Matthew furono queste: “La soluzione che siamo riusciti a trovare è questa: un asteroide proveniente da Saturno si sta avvicinando alla Terra, tra qualche mese sarà a 20 chilometri dall’Atmosfera, ma nel momento in cui sarà a quella distanza si metabolizzerà e non ci saranno più pericoli per il nostro pianeta.” Dopo il discorso di Matthew il capo del gruppo alternativo rimase sbalordito: avevano trovato la stessa soluzione, così le sue uniche parole furono: “Anche il mio gruppo ha trovato solo questa soluzione e anche secondo noi tra qualche mese l’asteroide si metabolizzerà.”
Infine dopo il suo discorso Matthew e Richard si dettero la mano in segno di saluto e dopo questa conferenza non si rincontrarono più, e la vita quotidiana riprese come prima.
Irene Garfagnini – Classe 1B

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