Il ragazzo sconosciuto – Racconto

A Dorgo, un paesino piccolo, si trovano Mariarca, una ragazza orfana, Linda con problemi in famiglia e Christian, un ragazzo benestante. L’amicizia che c’è tra questi ragazzi la battono in pochi: sono tre ragazzi ognuno diverso dall’altro, con problemi e pregi diversi.
Una fredda mattina i ragazzi decidono di andare alla casa in montagna di Christian e, arrivati lì, decidono di andare a fare una passeggiata nel bosco in cerca di funghi. Giunti in un bel prato, videro un ragazzo disteso sull’erba, si chiesero se stesse male o si fosse disteso sull’erba per riposarsi.
Si avvicinarono e provarono a parlargli, ma lui non rispondeva alle domande che gli facevano e qualunque cosa gli facevi non dava segni di vita; non sapevano cosa fare, alla fine decisero di chiamare il robusto e forte babbo di Christian, che era in casa a riposarsi dopo una settimana stressante di lavoro.
Davide, così si chiamava il genitore, arrivato nel famoso campo verde prese lo sconosciuto ragazzo sulle spalle e lo mise in macchina. Decisero di portarlo urgentemente all’ospedale, dove dissero che aveva preso una forte botta alla testa mentre correva e poi era svenuto.
Il giorno seguente i ragazzi decisero di andare a trovarlo. Arrivati all’ospedale le infermiere li informarono che lo sconosciuto ragazzo era scappato. I tre amici si chiesero dove potessero essere andato. A Mariarca venne un’idea: disse di diregersi dove lo avevano trovato perché forse il ragazzo cercava qualcosa e per trovarla doveva passare di lì.
Allora andarono nel bosco, stavolta in cerca di un ragazzo, non di funghi… Marirca stavolta aveva avuto un’idea buona perché infatti il ragazzo stava correndo nel bosco vicino al prato. Rincorsero il ragazzo, che ad un certo punto si fermò. Gli chiesero come si chiamasse ma lui non capiva e rispose in un’altra lingua che i ragazzi non capivano.
Però il ragazzo fece loro dei gesti con le mani che significavano di seguirlo. Loro lo seguirono finché giunsero ad una casetta in legno con una porta sbarrata e le finestre chiuse ed oscurate. Si chiesero cosa potesse esserci dentro quella casa. Cercarono di aprire la porta dandogli delle botte e infatti la buttarono giù e rimasero a bocca aperta; dentro quella casetta c’era una donna con le mani, le gambe legate e la bocca ermeticamente chiusa con lo scotch. Forse era la mamma del ragazzo sconosciuto?
I tre amici le slegarono le mani e le gambe e e levarono lo scotch. Poi le chiesero se fosse la mamma del ragazzo, lei capì cosa stavano dicendo e così rispose con un cenno con la testa che era lei la madre. Quindi abbracciò I ragazzi come per ringraziarli. Due sconosciuti l’avevano immobilizzata il giorno prima per un furto ma il figlio, terrorizzato, era riuscito a scappare.
Appena arrivati a casa, I tre amici raccontarono ai genitori di Christian tutto quello che era successo e che avevano fatto, Davide e Swami rimasero affascinati, non si sarebbero mai immaginati che suo figlio e delle sue amiche avrebbero potuto salvare una persona.
Nora Forni – Classe 1B

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