I rotoli delle grotte di Qumran

Un gruppo di archeologi dell’Università Ebraica di Gerusalemme e della Liberty University (Usa) ha scoperto una nuova grotta del complesso di Qumran, vicino alla riva nordoccidentale del Mar Morto. In questa zona, situata a circa 400 metri sotto il livello del mare, grazie al caldo e all’umidità persistenti per la maggior parte dell’anno, sono pervenuti fino a noi 900 manoscritti che comprendono numerosi passi della Bibbia ebraica.
Oltre alle grotte contenenti i documenti, il sito archeologico, situato un chilometro a sud, comprende le rovine di Khirbet Qumran, che comprendono una zona un tempo abitata, con abitazioni e servizi, e una necropoli. Secondo la tradizione locale le grotte sono state scoperte tra il 1947 e il 1946 da un beduino che, alla ricerca di tesori nascosti, lanciò un sasso in una fenditura, rompendo un vaso e facendo rumore; prima di questa scoperta, già nel Medioevo e nell’antichità alcuni rotoli erano stati prelevati.
Da molto tempo i ricercatori non scoprivano nuovi siti in questa zona e questa grotta, pur contenendo solo cocci e pergamene vuote, è un nuovo punto di partenza per vagliare le centinaia di grotte finora rimaste nascoste. Il sito, come spiega Oren Gutfeld dell’Università Ebraica, è stato probabilmente saccheggiato in tempi moderni, infatti vi sono stati ritrovati cinturini e panni per i rotoli, inoltre è stato scoperto un piccolo tunnel probabilmente scavato dai ladri per lasciare i manufatti che contenevano i manoscritti.
Questi documenti, con più di duemila anni alle spalle, sono scritti su pergamena e papiro in varie lingue tra cui il greco, l’ebraico e l’armeno, e sono divisi tra “biblici”, “apocrifi” e “pseudoepigrafici” secondo il loro contenuto; della maggior parte sfortunatamente si sono conservati solo frammenti, rendendone difficile la decifrazione. Vi sono molte controversie tra gli studiosi per quanto riguarda la provenienza dei manoscritti, alcuni sostengono che siano stati scritti dagli Esseni, una setta monastica ebraica, altri che provengano da luoghi diversi, inoltre non è ancora chiara la funzione del complesso vicino.
Su questi manoscritti circolano ogni tipo di miti e teorie, ma è universalmente riconosciuto che siano estremamente importanti sia dal punto di vista storico che religioso e potrebbero essere tra le poche fonti bibliche arrivate direttamente fino a noi, quindi libere da interferenze successive e preconcetti; molti sostengono che i loro contenuti minerebbero la fede di un gran numero di fedeli, sia cristiani che ebrei.
Alice Mattolini – Classe 1B

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