Liceo Classico "Galileo" di Firenze

Docente responsabile Paolo Boschi

Il sonno, ma a cosa serve?

Qual è lo scopo del sonno? Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista “Science” è dimenticare i ricordi inutili accumulati durante la giornata, così da lasciare spazio a nuove informazioni e da ottimizzare il consumo del cervello. Questo studio dell’Università del Wisconsin a cura di Luisa De Vivo, Chiara Cirelli e Giulio Tononi con la collaborazione di Michele Bellesi, dell’Università Politecnica delle Marche, ha analizzato 7.000 sinapsi di topi, misurate e ricostruite grazie a un sofisticato microscopio 3D, confermando una precedente teoria di Cirelli e Tononi. La teoria sosteneva che, mentre durante la veglia le sinapsi si potenziano progressivamente per ricevere informazioni dall’ambiente circostante, durante il sonno diminuiscono di intensità; infatti circa otto su dieci sinapsi, di solito di dimensioni medie o piccole, diminuiscono in maniera direttamente proporzionale, mentre quelle più grandi e consolidate rimangono invariate, perché servono a codificare memorie più importanti che quindi non devono essere manomesse. Questo fenomeno comporta una diminuzione dell’energia impiegata dal cervello portandola a livelli più sostenibili.
Un altro studio, questa volta ad opera di Garham H. Diering della John Hopkins University, si è concentrato maggiormente sulla sinapsi chimica, scoprendo una proteina, Homer1A, che entra in azione durante il sonno, attivata dalla sonnolenza, e che “pota” le sinapsi, eliminando quelle superflue; grazie ad un esperimento sulla memoria dei topi Diering è riuscito anche a capire quanto questa “potatura” influisca sull’apprendimento: infatti, se si impedisce questo processo, i ricordi risultano confusi e danneggiati e possono spesso essere influenzati da traumi leggeri, ma che non sono stati rimossi.
Entrambi gli studi stanno continuando per determinare l’effetto che hanno su questo processo la carenza di sonno e i ritmi sonno/veglia alterati che spesso sono adottati nella vita moderna. Di fatto dormire almeno 6/8 ore al giorno al momento sembrerebbe però indispensabile per il corretto svolgimento del processo di rimozione. Il sonno quindi rimane indispensabile per vivere in maniera sana e per mantenere la concentrazione durante la veglia.
Alice Mattolini – Classe 1B

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