Blu salva il Natale – Racconto

Era la mattina della vigilia di Natale e Babbo Natale si era ammalato. I folletti erano preoccupati per lui e non sapevano cosa fare; già erano in ritardo di due minuti rispetto agli anni scorsi.
A uno dei folletti venne in mente un’idea, quindi disse: “Possiamo usare la lampada del genio ed esprimere tre desideri per salvare il Natale e guarire l’Omone vestito di rosso”. Il folletto più anziano si avvicinò a Blu e aggiunse “Caro ragazzo mio, ma come facciamo? La lampada sarà persa… ormai è da due anni che non la usiamo veramente”. E Blu rispose prontamente: “Lo so, ma se tutti noi ci impegniamo al massimo, ci mettiamo a cercarla tutti insieme e cerchiamo di ricordare dove l’abbiamo messa, ce la possiamo fare”. Il folletto si prese altri due minuti di tempo per pensarci un po’ su e infine approvò l’idea.
Allora tutti i folletti si misero a cercare la lampada da tutte le parti: chi in soffitta, chi in cantina e chi guardò dentro dei vecchi scatoloni polverosi dentro un capanno. Finalmente Blu la trovò e chiamò intorno a sé il resto dei folletti per esprimere il primo desiderio, quindi strofinò la lampada e, come aveva previsto, il genio uscì fuori dicendo: “Padrone mio, hai a disposizione solo tre desideri, ma devono essere desideri che vengono dal cuore sennò avverrà il contrario, stai attento!”
Blu si inginocchiò e implorando il genio disse: “Oh, genio, io ti imploro: desidero tantissimo che tu guarisca Babbo Natale perché i regali non si consegnano da soli” e così dicendo il genio espresse il primo desiderio e se ne tornò dentro la lampada.
Tutti erano felici perché Babbo Natale era guarito: ogni folletto tornò al proprio lavoro pensando che stava andando tutto per il meglio ma non proprio tutto…
Del problema se ne accorse la follettina Claire, l’ispettrice delle preparazioni: la renna Rudolf era scomparsa. Quindi Claire corse immediatamente prima nell’ufficio di Blu, per avvisarlo, e dopo insieme andarono nella casa di Babbo Natale. Quando anche l’Omone vestito di rosso fu avvisato, Blu si ricordò della lampada e degli altri due desideri rimanenti. “Scusate torno subito”, disse, e Claire aggiunse: “Blu, dove…” ma non fece in tempo a finire la frase e lui se n ‘era già andato a prendere la lampada più veloce della luce.
Blu tornò da Babbo Natale e da Claire e strofinò la lampada per la seconda volta il genio uscì fuori e disse: “Caro padrone, hai ancora a disposizione due desideri ma ricorda: devono essere desideri che vengono dal cuore, perché se no accadrà tutto il contrario, stai attento…” Blu si inginocchiò e lo implorò: “La prego, signor genio, io desidero tanto che tu ci riporti indietro la nostra renna… sennò la slitta non si potrà trainare senza una che la guida insieme alle altre renne”. Il genio esaudì anche il secondo desiderio, la renna Rudolf fu ritrovata e tutti tornarono al proprio lavoro con serenità.
Finalmente scattò la mezzanotte: i regali erano pronti, così anche la slitta e le sue renne. Babbo Natale ringraziò di cuore Blu che con la sua splendida idea aveva salvato il Natale, dopo di che Babbo Natale salì sulla slitta e prima di partire gridò: “Oh! Oh! Oh! Buon Natale e felice anno nuovo a tutti voi… vai Rudolf, forza Saetta, su Ballerina, avanti Schianto e Guizzo, vai Cometa, andiamo Cupido! Avanti tutta!”
Babbo Natale partì nella notte per tutto il mondo a consegnare i regali ai bambini. Il Natale fu salvato da un folletto ingegnoso, determinato e dolce… e il suo nome è Blu!

Giada Giusti – Classe 3D

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