Scuola Secondaria di Primo Grado "Puccini" di Firenze

Docente responsabile Paolo Boschi

Il quadro delle paure nascoste – Raccconto

Era una normale mattina, tutto andava per il verso giusto: i due figli si erano appena svegliati e stavano facendo colazione mentre i genitori si preparavano per andare a lavoro.
La madre uscì di casa e il padre dopo di lei, i figli erano ancora in cucina quando un fruscio attraversò il corridoio, i bambini ancora mezzi addormentati non si accorsero di nulla. Passarono dieci minuti e il fruscio ritornò, ma questa volta i due ragazzini lo udirono e si spaventarono talmente tanto da chiudersi nella loro cameretta. Era una cameretta normale: un letto a castello, due armadi, qualche scatola dei giocattoli e un quadro…
Quel quadro intimoriva i bambini poiché la sera prima di dormire, il personaggio raffigurato sembrava cambiare espressione e gli occhi si muovevano poco per volta. I due figli impauriti chiamavano i genitori, però al loro arrivo, il personaggio era fermo, immobile.
Quello che i genitori non sapevano era che il quadro aveva effettivamente una propria vita, e sembrava che ci fosse una persona intrappolata al suo interno, i bambini lo sapevano ma avevano rinunciato a dirlo ai genitori. Perché questi ultimi non ci credevano. Mai più grande errore fu commesso da loro: il personaggio del quadro, infatti, sera dopo sera si ingrandiva e si avvicinava in modo proporzionale. Il mese seguente i bambini si erano rassicurati, il quadro npuon si muoveva più, almeno fino a quel momento: era la sera di un venerdì 13 quando il fruscio tornò più forte di prima e pareva più vicino che mai…
I bambini si girarono e trovarono una creatura orribile di cui il corpo però non sembrava nuovo, i due iniziarono a piangere. I genitori spaventati corsero in cucina, spalancarono la porta e… non videro nessuno nella stanza. C’erano due paia di ciabatte nella stanza e nient’altro, i figli erano scomparsi. Sulla bianca parete spiccava una scritta rossa: “They will be back soon”. I genitori, terrorizzati, si abbracciarono piangendo. I due bambini, erano spariti…
Nel frattempo, i genitori avevano chiamato la polizia, in cerca di aiuto. Gli agenti arrivarono alla casa e si misero ad esaminare la situazione. La madre e il padre entrarono nella cameretta dei due figli in cerca di qualche indizio.
Il quadro era cambiato… nell’immagine non c’era più il cavaliere che tanto inquietava i bambini ma un essere di cui non si riconosceva il corpo. Di una cosa erano certi: il quadro era vivo. I due si spaventarono, però si fecero coraggio nella speranza di ritrovare i bambini scomparsi.
I due figli si svegliarono in un posto a loro familiare: sembrava che l’esterno fosse la loro cameretta però si poteva vedere solamente la parete a nord, le altre erano nere e buie. I due bambini, analizzando la parete, che sembrava la loro cameretta, videro i loro genitori disperati che piangevano sul letto. I ragazzini iniziarono a urlare e sbracciarsi per farsi vedere dai genitori, i quali però sembravano impassibili di fronte al quadro. Come se dall’interno si potesse vedere l’esterno ma non il contrario.
Ecco che il fruscio si fece sentire alle spalle dei bambini, i due si girarono intimoriti come se sapessero già quello che sarebbe accaduto di lì a poco. Videro una creatura, dalle forme non ben definite, però pur non vedendo bene l’immagine di questo “mostro”, i bambini tremavano dal terrore come se, in questo essere terribile fossero racchiuse le loro paure più grandi.
Il mostro fece cenno di ascoltare la conversazione dei genitori, i bambini disperati si misero in ascolto delle parole che il loro padre e la loro madre si stavano pronunciando piangendo. La figlia negli occhi bagnati della madre rivide tutti i momenti passati insieme e si ricordò della figura che la sera tormentava lei e suo fratello. “Impossibile” ripeteva nella sua mente mentre fissava il mostro con aria impaurita. Il fratello si accorse dello stesso fatto e si mise a ragionare.
Nel frattempo i genitori erano alla ricerca di qualche indizio che li poteva ricondurre alla perdita dei figli. Il padre ormai aveva gettato la corda e decise di abbandonare la casa, e farsi un’altra famiglia quindi rinunciando a ciò che aveva costruito fino ad ora. La madre invece continuò a cercare i figli che erano intrappolati non si sa dove.
Il mostro prese i bambini e li portò davanti alla madre che pianse a dismisura alla vista dei figli. L’essere spaventoso però non voleva fare un atto di benevolenza: era invece determinato a far soffrire ancor di più la madre e i figli. Dopo che la madre abbracciò i figli, il mostro scomparve e i figli con lui. La madre fu trapassata da un dolore incolmabile e i figli iniziarono a piangere e a chiamare la loro mamma a gran voce sperando di rincontrarla in qualche maniera.
Sulla parete bianca della cucina adesso regnava un’altra scritta: “They’ll never be back”. Il mostro non era un essere comune, viveva nei meandri delle case: in armadi, cassetti e QUADRI… infatti il “cavaliere” del quadro che tanto spaventava i bambini, si nutriva del terrore altrui: più i ragazzi si sentivano spaventati, più il mostro cresceva. Crebbe a dismisura, fino ad arrivare a tramutare la sua forma. Da cavaliere dagli occhi celesti a mostro dalle ali enormi e dalle corna aguzze. Infatti i bambini furono intrappolati nel quadro con la vista sulla loro cameretta, il mostro così facendo si arricchì dei loro pianti.
Quei bambini tutt’oggi non sono tornati a casa e il mostro è ancora libero…
Alessandro Donatone – Classe 3D

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