Scuola Secondaria di Primo Grado "Puccini" di Firenze

Docente responsabile Paolo Boschi

L’elfo Smoky e la magia del Natale

A casa, sul divano, sotto le coperte, accanto al camino a guardarti un film… aspetti il Natale… questa è l’atmosfera migliore, quasi sembra magica.
Ogni anno è come se ognuno di noi desse nuova vita alla propria casa. Con il tipico albero di Natale addobbato con tutte le luci possibili e con il presepe, per aspettare la nascita di Gesù bambino.
Ogni anno è tradizione in casa White invitare la solita cerchia di amici per augurarci buone feste e per scambiarci i regali. Questi ultimi sono diversi da quei classici pacchetti tutti infiocchettati: sono oggetti riciclati di cui una famiglia ha già fatto uso e che dona ad un’altra che magari riesce a portare l’oggetto a nuova vita. In verità la maggior parte erano sciocchezze che all’apertura del pacchetto facevano divertire i presenti e generavano grasse risate.
Ma quell’anno fu diverso… eravamo tutti riuniti per terra con i pacchetti sparpagliati sul tappeto… subito, a prima vista, vidi che uno di quei pacchetti mi faceva brillare gli occhi. Forse la forma stretta e lunga o la carta di giornale che l’avvolgeva, che magari gli dava un aspetto magico.
Come primo regalo andai a scegliere proprio quello. Già nel toccarlo avvertii un brivido: gli altri erano totalmente inconsapevoli e si aspettavano uno dei tanti scherzi, ma io sentivo il pacchetto vibrare tra le mani. Tutti mi incitavano ad andare più veloce ma io ero già entrato nel mio mondo; dentro c’era uno splendido elfo. Era di stoffa, Aveva il corpo rosso e verde, un lunghissimo cappello bianco e un campanellino d’oro: i tipici colori del Natale. Era molto snello e alto circa 40 centimetri.
Era accompagnato da una lettera indirizzata proprio a me che raccontava la sua storia e recitava più o meno così:
“Caro Fred, appena accoglierai quest’elfo magico in casa tua, dovrai per prima cosa dargli un nome; appena lo avrai fatto, quest’elfo si prenderà cura di te e nell’arco del periodo dell’avvento guarderà come ti comporterai, si muoverà in tutta casa per vederti e solo il tuo comportamento corretto ti permetterà di ricevere i regali dal tuo Babbo Natale; stai attento perché l’elfo si sposta velocemente da una parte all’altra della casa ma non ti perde mai di vista!”
Lo chiamai Smoky; tutte le mattine il mio primo pensiero era scoprire dove si fosse nascosto: emozionato e divertito lo trovavo appeso al lampadario, accanto alla tazza della colazione, vicino alla cartella…
La magia del Natale era entrata in casa, io ci credevo e cercavo di comportarmi bene, gli parlavo e gli strizzavo l’occhio sperando che parlasse bene di me a Babbo Natale.
Avevo sette anni, oggi è semplicemente un bellissimo pupazzo di stoffa ma ogni anno i nostri occhi si incontrano e, anche se sono cresciuto, lo scintillio del mio vecchio elfo Smoky lo vedo ancora.

Federico Bianchi – Classe 3D

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