Liceo Classico "Galileo" di Firenze

Docente responsabile Paolo Boschi

Il gatto non è meno intelligente del cane


Considerati gli animali da compagnia per eccellenza, sono sicuramente i più diffusi nelle nostre case: sono i cani e i gatti. Due specie così diverse da dividere il mondo in due vere e proprie fazioni. Lasciando da parte i gusti personali, spesso viene considerata vera al 100% l’affermazione per cui i cani supererebbero in intelligenza i gatti. Ma adesso non siamo più così sicuri che sia così.
Un recente studio giapponese vuole “rivendicare” il mondo dei gatti, ponendo fine alla credenza che mette in contrapposizione le capacità dei cani e quelle dei gatti, sostenendo che sono simili. Svolgendo test su 49 gatti domestici gli studiosi giapponesi hanno provato che tutti gli esemplari erano capaci di manifestare evidenti segni di memoria episodica, ovvero il ricordo di un evento ben preciso. In parole povere i mici riuscivano a riportare alla mente esperienze positive, come ad esempio quando e dove avevano mangiato un cibo a loro gradito. Questa caratteristica è tipica degli esseri umani, che utilizzano il bagaglio dei ricordi creato negli anni e che varia da persona a persona; queste memorie consentono di “tornare indietro nel tempo” ed erano state conosciute da tempo nei cani, ma non nei gatti..
Durante il test, il gruppo dei ricercatori ha cercato di scoprire se i gatti fossero in grado di ricordare in quale ciotola avessero mangiato un quarto d’ora prima circa, la risposta che è arrivata è stata positiva ma il team ha dichiarato che sarebbero risultati più attendibili se, invece che trattandosi di 15 minuti, si fosse trattato di un maggiore arco temporale.
Gli studiosi sono inoltre convinti che i gatti possano rivaleggiare con i cani anche in diversi test mentali, come ad esempio il riconoscimento di alcune espressioni facciali o nel caso delle risposte a gesti da parte del padrone. Saho Takagi, la psicologa autrice della ricerca, afferma inoltre che i gatti potrebbero avere una sorta di coscienza e che, se noi umani riuscissimo a capire a fondo questo aspetto della loro natura, potremmo riuscire ad instaurare un rapporto ancora più forte con le nostre palle di pelo.
Secondo i ricercatori giapponesi la partita tra cane e gatto, per quanto riguarda questo aspetto, per adesso si trova in parità: resta solo da aspettare per vedere chi dei due segnerà il goal del vantaggio che stavolta potrebbe essere decisivo.
Laura Cappelli – Classe 2B

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