I cinque sensi? Decidono quali cibi ci piacciono o meno

Charles Spence, professore di psicologia sperimentale all’Università di Oxford, spiega che non solo l’occhio, ma tutti i cinque sensi decidono cosa mangiare. La musica classica che suona nei ristoranti e le forme arrotondate dei tavoli sono particolari studiati appositamente per farci… spendere di più. Perché in aereo molte persone ordinano il succo di pomodoro? Il rumore del motore toglie la nostra capacità di gustare il dolce ed elogia l’umami, uno dei sapori fondamentali, presente nel pomodoro e nelle acciughe. Per far avvertire un sapore del 10% più dolce occorre colorare artificialmente una bevanda di rosso, dato che il colore è un fattore decisivo per la scelta dei piatti. Se proviamo a tapparci il naso e ad assaggiare del cibo, non riconosciamo subito quale cibo stiamo mangiando, ma il nostro cervello, percependo gli aromi, crea un’aspettativa di quanto il sapore ci piace o no. Prima di soddisfare il palato, il cibo deve soddisfare la vista: il professore spiega che piatti e tavoli sono abitualmente rotondi perché noi colleghiamo gli oggetti spigolosi al pericolo. Anche il tatto è essenziale: se le posate sono pesanti, siamo certi che il cibo sia molto buono. Infine, contano altrettanto le emozioni: ad esempio, se dopo aver litigato con il tuo partner vai a mangiare nel miglior ristorante, il cibo ti sembra meno buono; per questo motivo spesso ci sono delle barzellette sul tavolo o menu personalizzati, particolarmente divertenti. La prossima ricerca dello stravagante professore sarà quella di descrivere la personalità di un soggetto scoprendo i suoi gusti. Staremo a vedere…
Francesco Cosenza – Classe 1G

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