Scuola Secondaria di Primo Grado "Puccini" di Firenze

Docente responsabile Paolo Boschi

Al di là del bosco – Racconto

Ci era stato proibito di entrare in quel bosco: loro non lo gradivano. Tra i villaggi girava la voce che uno di loro ci fosse entrato e che vi avesse visto creature spaventose, ma io non ci credevo. Non mi fidavo delle loro parole, ma non ci potevo fare niente, erano loro che ci accudivano e ci aiutavano. Per me erano dei bugiardi, proprio come la mia famiglia, che al contrario era affascinata dai loro usi e costumi. Beh, tutto quanto iniziò un giorno d’inverno, quando tutti (comprese le sentinelle al controllo del villaggio) restavano dentro, al caldo. Era mattina quando decisi di addentrarmi nella foresta “proibita”. Spingendo le porte, mi ritrovai immerso in un posto incantevole: tutto era colorato e, anche se i giorni, al villaggio, erano comandati dal cattivo umore e dal brutto tempo, lì il Sole splendeva attraverso gli alberi e degli animali con grossi becchi e con ali enormi cantavano.  Non era per niente come ce l’avevano descritta, affatto. Allora mi iniziai a domandare se quei bastardi, per tutto quel tempo, ci avessero mentito a riguardo di quel bosco. Almeno è quello che credevo. ..Più restavo dentro quel mondo favolistico, più cambiavo e mi trasformavo nell’anima. Non volevo tornare a casa e non capivo che in realtà quella foresta era un inferno, senza che io potessi saperlo. Ma poi successe qualcosa che mi salvò la vita.Non ricordo niente di lui, tranne del suo viso. Probabilmente qualcuno che era stato intrappolato lì prima di me. Comunque, prima che potessi accorgermene, mi prese e mi buttò in terra.“Tu non fai parte di questo schifo!” mi urlò bruscamente. E, non so come, fu quasi una specie di risveglio per me. Capii cosa mi stava succedendo ed allora tornai al villaggio. Era ancora mattina, e per tutto il giorno rimasi in silenzio, mentre gli altri lavoravano e trasportavano pietre, ma continuando a chiedermi chi potesse essere quell’uomo.Per molti anni mi feci questa domanda, e per molti anni la mia mente non corse mai al pensiero che magari c’era un motivo se quel bosco era proibito: può darsi preferisse stare da solo…

 

Edoardo Merlini – Classe 2E

Scuola Secondaria di primo grado “Puccini” di Firenze

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