Cavalli selvaggi

Il libro parla di un’avventura che ha per protagonisti due ragazzi, che si sviluppa tra il confine dello stato del Texas ed il Messico. Il tutto nasce quando John Grady Cole decide di fuggire  avendo saputo, dopo la morte del nonno, che il ranch di cui erano proprietari dovrà essere venduto per poi trasferirsi in città. Il ragazzo, vissuto sempre in sella al suo cavallo ed in mezzo al bestiame, capisce di non avere scelta e con l’amico Lacey Rawlins scappa a cavallo oltre la frontiera in Messico. Il viaggio sarà molto difficile ma anche affascinante per gli splendidi scenari che attraverseranno, e durante il cammino si unirà a loro anche un terzo ragazzo, Jimmy Blevins, che sarà poi determinante in tutta la storia. La loro permanenza in Messico però si rivelerà un’odissea che porterà i tre a destini diversi, il tutto nella speranza un giorno di ritornare in patria.Questo romanzo lo potrei definire quasi epico perché ci sono tutti gli argomenti come l’avventura, la natura, l’odio, l’amore , la morte: insomma, non manca niente. Tutto questo è scritto in maniera che leggendo il racconto non si possa immaginare cosa debba succedere nella pagine dopo. In alcuni momenti è forse anche troppo duro e difficile per certi argomenti trattati, ma allo stesso tempo mi è piaciuto molto per gli scenari fantastici dell’ambientazione e per le descrizioni dei cavalli e delle loro caratteristiche che lo scrittore ci fa conoscere e che difficilmente potremmo sapere.

Cormac McCarthy, Cavalli selvaggi, Torino, Einaudi; 1998; pp. 303

Gabriele Nannucci – Classe 3D

 

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