Liceo Classico "Galileo" di Firenze

Docente responsabile Paolo Boschi

Il banchetto divino – Racconto

«- È nato, e’ nato! – Rea avvertì Gea dell’avvenimento. – Come faccio adesso? Crono lo mangerà! – continuò la dea, del tutto spaventata. – Nascondilo, dà a Crono una pietra avvolta in fasce al posto suo! I Cureti si preoccuperanno di coprire i vagiti del piccolo con danze di guerra: i loro scudi e le loro armature provocheranno un gran clangore! Non temere, figlia mia. Il piccolo si salverà e riuscirà a detronizzare Crono! – Gea così rassicurò la figlia , che senza indugio obbedì. Passò del tempo e il neonato crebbe, ora è conosciuto come il potente Zeus colui che stabilì l’ordine nel chaos, colui che salvò la stirpe divina al fianco degli dèi e delle dee suoi fratelli e sorelle; loro insieme agli ecatonchiri dalle cento braccia e ai ciclopi che forgiarono le armi per la battaglia sconfissero Crono e i potenti Titani. Ecco, noi festeggiamo la nascita di Zeus e la titanomachia con il grande sacrificio per questo motivo, piccolo Astianatte. Festeggiamo l’ordine e la pace, doni dal magnificente Zeus», disse Andromaca a suo figlio Astianatte prima di dargli la buona notte baciandolo teneramente in fronte. «Mi raccomando, dormi! altrimenti non faremo in tempo ad arrivare al tempio per la cerimonia».
«Sì, madre» sentì rispondere Andromaca uscendo dalla stanza del figlio per prepararsi al giorno che sarebbe venuto. Intanto sull’Olimpo gli dèi si preparavano per festeggiare e partecipare ad un altro banchetto divino; Zeus metteva da parte i fulmini e riposava beato, sua moglie Era era felice mentre pettinava la sua chioma e la ornava con fermagli aurei, Artemide indossava un vestito di fiori rosa, Poseidone calmava le acque; i corsi più agitati e i mari mossi dal vento e così come loro tutti gli altri dèi, giulivi e sereni davano un contributo per passare al meglio la giornata che dopo poche ore sarebbe arrivata grazie ad Elios, che avrebbe condotto il carro splendente trainato da cavalli portando la luce del sole alta nel cielo. L’unico che non avrebbe partecipato ai festeggiamenti era Ade, il dio degli Inferi, spedito nel Trataro da Zeus. Ad Ade, quando Zeus suddivise i compiti per gli dèi una volta vinta la battaglia contro Crono, fu assegnato il regno degli Inferi e così ne diventò il padrone. Ade però, pur avendo tanto potere non era contento perché era costretto a restare per l’eternità nelle viscere della terra; poteva risalire solo per casi eccezionali. Perciò il dio dell’Oltretomba non poteva godere del banchetto divino; i fumi deliziosi non arrivavano sotto terra ma salivano verso l’alto…
* * *
La luce dell’alba traspariva dalle tende di tessuto pregiato nella stanza di Astianatte, che ammirava l’alba prima di andare al tempio. Era passato tanto tempo da quando la madre gli aveva raccontato del grande sacrificio ed oggi era pronto a festeggiare il settimo anno della sua vita. Con una mano intrecciata a quella del padre Ettore e con l’altra a quella di Andromaca si avviò presso l’altare del tempio in religioso silenzio, meditando su quello che stava per fare. Ormai era deciso, niente gli avrebbe fatto cambiare idea ed i suoi genitori erano all’oscuro di tutto. Mentre i due sovrani di Troia lo osservavano avvicinarsi alla possente statua in marmo sorridevano, poi Astianatte prese finalmente una parte di giovenca fra quelle più adipose e la bruciò per Zeus. Il fumo saliva lento verso l’alto offuscando l’ambiente circostante e allo stesso tempo impregnandolo del suo profumo mentre Astianatte pregava finché, quando arrivò il momento della sua richiesta, disse con parole solenni: «O Cronide, io non vengo da te per chiedere di proteggermi dalle malattie o di farmi diventare forte e valoroso in avvenire perché voglio che questo sia solo la moira a svelarmelo, ma ti chiedo, o sommo, più benevolenza per Ade, che tutti temono e cercano di evitare. Oggi, nel giorno del grande sacrificio, io ti chiedo che anch’egli possa godere del banchetto divino come tutti gli altri dèi e che ci ci preservi un futuro anche nell’aldilà».
Gli astanti quasi impallidirono all’udire la preghiera del giovane principe di Troia; nessuno si sarebbe aspettato mai una richiesta del genere, il giorno della festa in onore di Zeus…
Alice Jennifer Ruffo – Classe 2B

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