La classe 3D intervista Carlo Greppi

Nell’ambito dell’attività “Feltrinelli per la scuola” lo scorso 24 gennaio noi studenti della 3D siamo andati in centro, alla libreria Feltrinelli di via Cerretani, per conoscere Carlo Greppi, l’autore del romanzo per ragazzi “Non restare indietro”, che racconta la storia di un adolescente che sta per affrontare il viaggio della Memoria. Dato che quasi tutti gli alunni avevano letto il libro (e tutti lo conoscevano), è stata l’occasione per fare al giovane scrittore torinese una vera e propria intervista di classe.

Quando ha scoperto il viaggio della Memoria e perché ha deciso di metterlo al centro del suo libro?
«Dagli anni Novanta la Shoah è diventata sempre più importante e centrale a livello educativo: da quando sono nati i viaggi della memoria i ragazzi vanno ad Auschwitz e ritornano cambiati. Quando ho fatto il viaggio della memoria come organizzatore, visto che mi è piaciuto tantissimo, ne ho fatto subito un altro e poi molti altri. Diversi anni più tardi, dopo un incontro come questo, alla Fondazione Feltrinelli, con Paolo Rumiz, un grande giornalista, e David Bidussa, un grande storico, parlavamo di storia e di come raccontarla ai ragazzi. Ho pensato che i ragazzi italiani non leggono molto i libri di storia, invece in Inghilterra e in America sì, forse perché vengono scritti diversamente. Così mi è venuta un’idea: perché non scrivo io un romanzo sulla storia della Shoah? La sfida era provare a raccontarla in modo diverso, o almeno provarci».

È stato difficile scrivere questo libro?
«No, avevo molta esperienza di ragazzi e ho seguito una struttura per l’ordine del racconto. Il segreto per me sta nello scrivere su argomenti che conosciamo, altrimenti si corre il rischio di scrivere cose non vere, ed è importante rileggere molte volte il testo perché risulti scorrevole ».

Quando e perché ha iniziato a fare lo scrittore?
«Ho iniziato dopo aver finito la scuola di scrittura creativa, la Holden. Ho lasciato passare parecchio tempo per avere qualcosa di sostanza da scrivere nei libri che ho in cantiere».

A proposito, ha altri libri in cantiere?

«Ne ho due: uno è per ragazzi e parla di frontiere e confini , ha un impianto narrativo simile al mio primo libro, cioè denso di storie nere in una cornice di finzione non vera ma possibile. Il secondo tratta di storie della Resistenza».

Alla fine dell’incontro, che è stato molto piacevole e interessante, abbiamo chiesto a Carlo Greppi se ci poteva concedere un autografo con dedica sui nostri libri. Dopo abbiamo ringraziato l’autore per il tempo che ci ha dedicato. È stato bello uscire di classe per incontrare un vero scrittore: ci siamo divertiti tantissimo e questa esperienza ha alimentato il nostro interesse per la lettura.

Classe 3D – Scuola Secondaria di primo grado “Puccini” di Firenze

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