Il virus letale. di Gianluca Fortura

Anno 2015, 2 ottobre: un virus colpisce l ‘Africa.

Si scoprono casi anche in America e in Europa, ma il nuovo vaccino non funziona. Le aree colpite vengono isolate dal resto del mondo. Piccoli e grandi paesi vengono lasciati morire.

Anno 2017, 5 Maggio.

Nella aree colpite dal virus non vi è più presenza umana. Il territorio degli Stati uniti d’ America è stato dimezzato. Sia nell’Africa sia nell’ ovest dell’Europa non c’è traccia di sopravvissuti. Questi territori sono ormai terra da conquistare.

Anno 2017, 8 Agosto.

Ventidue stati in tutto il mondo dichiarano guerra l’un l’altro per appropriarsi di Africa ed Europa occidentale. Scoppia la terza guerra mondiale. La Cina è la più grande potenza armata del mondo e minaccia di sganciare la più devastante bomba di tutti i tempi. Tre giorni dopo la super bomba al cobalto esplode nell’Atlantico. Le radiazioni non colpiscono solo l ‘America e l’Europa ma anche la stessa Cina, il resto dell’Asia e le isole dell’Oceania. I cinesi avevano fatto male i calcoli, non solo riguardo alla gittata della bomba ma anche riguardo al tasso di sopravvivenza. Il 2,5% della popolazione mondiale sopravvisse all’esplosione, lo 0,7% sopravvisse per i successivi 8 mesi, con vari problemi di salute, ma sviluppò una resistenza alle particelle nucleari contenute in acqua e cibo. Oltre a me, un centinaio di persone mutò geneticamente.
Dal giorno del “fallout” sviluppai capacità straordinarie, mi si sbiancarono occhi, capelli e la mia pelle iniziò a diventare di un colore grigio-azzurro. Appresi la capacità di controllare l’acqua entro un raggio di 150 metri. Nel mio gruppo di sopravvissuti ero il capo. Avevamo come obbiettivo quello di riunirci con altri esseri umani e non…sì, da quel giorno non mi considerai più un essere umano. Eravamo nomadi che vagavano senza una meta precisa. Ora il più grande pericolo per i sopravvissuti erano quelli come me. In mancanza di armi gli altri esseri viventi non potevano fare molto contro poteri, anche se appena sviluppati, mai visti.

Anno 2017, 4 novembre.

È notte. Sono a caccia in una foresta, sento i passi di quello che mi sembra un animale, ma non lo vedo. Sicuramente è di grossa taglia, lo sento dall’aria che sposta mentre si muove. All’improvviso sento un ronzio piuttosto forte, sono sicuro che non sia di un insetto comune.
Dal cielo cade qualcosa esattamente davanti a me…presumo sia alto due metri e mezzo. Ha due braccia e due gambe muscolosissime. Vedo spuntargli due ali da dietro la schiena. È uno scarafaggio immenso. Con un colpo secco e fulmineo trancia un albero, lo impugna con una mano, lo alza al cielo e prova a colpirmi, ma riesco facilmente a schivarlo. Mi giro e capisco che se mi avesse colpito, nonostante la mia pelle coriacea, mi avrebbe probabilmente ucciso. Inizio a correre alla ricerca di una fonte d’acqua da manipolare a mia difesa. Lo scarafaggio prova ad inseguirmi, ma viene bloccato da un’ombra, forse l’altra presenza di cui mi ero stupidamente dimenticato. “Go away!”, sento gridarmi. Capisco che è uno come me, quindi continuo la mia ricerca al fine di aiutarlo. Rilevo una riserva d’acqua a circa sette metri e mezzo sotto terra, la faccio affluire in superficie e la trasporto fino al punto in cui sono stato attaccato. Lo scarafaggio è stato disintegrato e i pezzi che rimangono sono in una pozza di sangue verde. L’ombra è seduta su una roccia, traspare la sua stanchezza. Mi avvicino per aiutarlo e vedo che è solo un ragazzo. Lo vedo soffrire, quindi lo porto al mio accampamento per farlo riposare.

Anno 2017, 5 novembre.

Il ragazzo ombra mi fa capire che era in compagnia di una cinquantina di persone nella foresta e che queste sono state tutte uccise dallo scarafaggio. Da questo momento io e Jack ci daremo i turni la notte per essere pronti in caso di un eventuale attacco.

Anno 2017, 22 novembre.

Non abbiamo ricevuto nessun attacco fino ad ora. Ho appreso finalmente la capacita di controllare i movimenti e le funzioni vitali delle persone per mezzo del loro sangue, non ha effetto su Jack. Da tre giorni ogni giorno al calare del sole, appaiono dei numeri nel cielo, pensiamo siano coordinate. Guardiamo una mappa, le coordinate indicano il centro America, più precisamente l’Honduras, 200 km dalla nostra attuale posizione.

Anno 2017, 30 dicembre.

Siamo giunti in una città piena di persone ed esseri come me e Jack. Veniamo a sapere che siamo gli unici sopravvissuti. Tutti gli altri gruppi di sopravvissuti nelle altre nazioni sono stati attaccati ed uccisi da “uomini insetto”, solo una cinquantina di mutanti sono stati teletrasportati in tempo in Honduras dall’attuale amministratore della città, cui volto e poteri sono sconosciuti. Questa sembra la prima opportunità di rinascita del genere umano.

Anno 2018, 4 gennaio.

Sono stati creati vari gruppi con un preciso ruolo. L’ ordine “x” che amministra le operazioni di uscita dalla città alla ricerca di “uomini insetto” da catturare. La pattuglia “y” che protegge la città giorno e notte. Il clan “z” che aiuta i mutanti a sviluppare i loro poteri e addestra la gente comune nel combattimento e nelle tecniche di sopravvivenza. Infine c’è la classe “A”, ovvero la gente comune, che si occupa anche di curare i membri degli altri tre gruppi. Io e Jack ci siamo uniti al gruppo ” x” la popolazione supera le 20.000 unità.

Anno 2018, 8 gennaio.

Durante la nostra seconda spedizione ho catturato un uomo insetto simile ad uno scarabeo. Nello scontro mi sono fratturato 5 costole, ma sono stato promosso capitano, il secondo grado più alto. Interrogando l’insetto abbiamo scoperto che è previsto un attacco di massa fra due mesi, quindi iniziamo a prepararci militarmente e mentalmente.

Anno 2018, 11 gennaio.

Le mie costole sono guarite sorprendentemente dopo soli 3 giorni: sapevo di avere un metabolismo veloce ma non fino a questo punto. Inizia un intenso addestramento per acquisire poteri utili nella difesa della città. Dopo questo allenamento mi sento molto più forte di prima.
Anno 2018, 4 febbraio
Per ora non c’è stato neanche un attacco dagli insetti. Però siamo sempre in guardia ad aspettare un eventuale offensiva. Intanto mentre aspettavamo, io e Jack continuavamo ad allenarci per il grande giorno che sarebbe arrivato tra un mese esatto.
Anno 2018, 4 marzo
“È arrivato il giorno fatale!”, ci disse con grinta il capitano, che era ormai pronto a tutto. Noi invece avevamo abbastanza paura che ci potessero sterminare come niente. L’incontro avvenne nel deserto del Sahara, dove c’era solo pianura e dune di sabbia: era perfetto come luogo di scontro. Iniziò subito lo scontro. Lo scarafaggio gigante sganciò immediatamente delle bombe di veleno dall’ombelico, però per fortuna noi ci eravamo preparati delle maschere antigas. Jack, che aveva il ruolo di bombardiere, riuscì a beccare in pieno l’occhio della bestia con il bazooka, però improvvisamente apparve un mini scarabeo che di sorpresa lo attaccò e gli strappò le gambe e le braccia. “Noooooooooooooo” urlai quando vidi Jack morirmi davanti. Lui mi disse le testuali ultime parole:”Hey, dovete vincere la guerra in memoria di tutti noi e perché la specie umana deve sopravvivereeeeeee!” Addio caro Jack.
Anno 2018, 23 marzo
La guerra va avanti da un po’, le morti sono pari da tutti e due gli schieramenti. Siamo rimasti lo scarafaggio gigante indebolito e dalla nostra parte io, il capitano e circa 25 truppe pronte a sacrificarsi per salvare la terra. Quel gigante continuava a spararci gas nocivi ed esplosivi da ogni parte del corpo. Provammo ad attaccarlo con lanciarazzi e l’ultimo aereo rimasto, il g325 IOR, era un bombardiere. Riuscimmo a scagliargli qualche colpo tanto da ridurlo alle ultime forze.
Anno 2018, 2 febbraio
Ci stanno finendo le scorte di cibo e di acqua. Il mostro era ancora lì a terrorizzarci. Con le sue ultime forze fece uscire un cannone a raggio laser enorme dalla sua bocca. Temevo fosse finita per noi. Io non ero soddisfatto: quella bestia doveva morire a tutti i costi! Allora presi delle granate per cercare di tirargliele nel buco da dove sarebbe uscito il laser. Prima granata fallita. Anche la seconda e la terza. Era rimasta l’ultima. Contai…1…..2…..3!!!!! “Siiiii sono riuscito a prenderlo!”, urlai pieno di gioia. Il mostro esplose con tutto il cannone e la terra fu salvata dall’invasione e dal virus insetto.

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