I.C. Calderini Tuccimei di Roma

Docente responsabile Tiziana Di Crescenzo

La recensione. L’amico ritrovato

Hans Schwarz è un ragazzo di origine ebrea di sedici anni che vive a Stoccarda, in Germania. Hans fa parte dell’alta borghesia e il padre è un medico molto famoso a Stoccarda. Un giorno, nel 1932, si unisce alla classe di Hans Konradin von Hohenfels, un ragazzo di nobili origini. Questi è un ragazzo molto introverso che, inizialmente, non stringe amicizia con nessuno. In seguito Hans e Konradin scoprono di avere una passione in comune: le monete antiche. Hans invita molto spesso Konradin a casa sua, presentandogli i genitori e mostrandogli la sua enorme collezione di monete. Il ragazzo continuerà in seguito ad andare a casa di Hans molto frequentemente mentre l’amico eviterà di fare altrettanto, se non in assenza dei genitori. La ragione sta nel fatto che la madre di Konradin odia gli ebrei e quindi non sopporta che il figlio passi del tempo con Hans. La goccia che fa traboccare il vaso è l’episodio del teatro: Hans e Konradin si incontrano per caso a teatro. Konradin, accompagnato dai genitori, non rivolge la parola ad Hans e non risponde al suo saluto. Da quel momento la loro amicizia viene definitivamente compromessa. Nel 1933 sale al potere Hitler e la situazione cambia: entrano in vigore le leggi razziali contro gli Ebrei e Hans parte per l’America dietro consiglio dei genitori, che invece rimangono e si uccideranno con il gas per non essere presi dai nazisti. Solo dopo molti anni torna in Germania per collaborare alla costruzione di un monumento dedicato agli ex alunni del Karl Alexander Gymnasium di Stoccarda caduti nella Seconda guerra mondiale. Hans rilegge i nomi dei compagni resistendo alla tentazione di guardare i cognomi che iniziavano con la H per paura di trovarvi il nome del suo caro amico. Alla fine riesce a guardare tutto l’elenco e, tra i nomi elencati, legge, con grande commozione, quello di Konradin che è stato giustiziato perché coinvolto nell’attentato contro Hitler.

“L’amico ritrovato” è un concentrato di emozioni , una storia che ti rapisce dalla prima all’ultima pagina, il racconto di un’amicizia innocente in un contesto agghiacciante. Questo libro rappresenta anche la ribellione della volontà dall’ideologia comune. Fred Uhlman, con una narrazione scorrevole e affascinante, riesce a descrivere la barbarie nazista e l’unicità di un rapporto che riesce a sopravvivere persino alla morte.

Classe 3 C

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