Roma nun fa’ la stupida stasera…

La sveglia che suona alle 3 del mattino è assordante, soprattutto quando speravi di  riuscire a dormire almeno 2 o 3 orette prima di partire. A quanto pare, l’emozione che provavo era pari a 10 tazze di caffè. Ancora più difficile è stato svegliare papà per accompagnarmi in stazione. Arrivati a Bergamo, mi è bastato mettere un piede fuori dall’auto per sentirmi congelata. Inizialmente, da lontano sembrava che non ci fosse ancora nessuno, anche perché non conoscevo bene le persone che facevano parte del gruppo. Avvicinandomi noto Roberta ed Elena e poi ci raggiungono anche Arianna, Leila e Sali. Per ultimi arrivano il prof. Zamblera e il prof. Cini.

Tutti insieme ci avviamo verso il treno e, una volta entrati, ci sediamo ai nostri posti. Il viaggio fino a Milano è durato un’ora circa, ma è trascorso tra chiacchiere, musica e foto. Abbiamo fatto conoscenza e abbiamo legato e ci siamo divertite molto. Prendo le cuffiette dalla tasca del giubbino e ascolto della musica, guardando fuori dalle finestre e notando quanto cambiano i paesaggi, mentre ci allontaniamo da casa. Penso di essere stata la più emozionata tra tutti perché non ero mai stata a Roma e visitarla era uno dei sogni nel cassetto, quindi inizio a fantasticare, a chiedermi se era davvero così bella come la si vedeva in foto.

Scesi dal treno a Milano, cerchiamo un bar dove prendere un caffè e fare colazione, ma soprattutto siamo alla disperata ricerca di un bagno. Controlliamo il tabellone e ci avviamo verso il binario di Italo per Roma per poi fermarci e fare un selfie. Il viaggio per Roma è durato 3 ore circa e ci siamo divertiti molto. Siamo ognuno nel proprio mondo con le cuffiette nelle orecchie e il cellulare in mano. Dopo poco sento delle basse risate, perciò mi giro e vedo Roberta che fa una foto al prof. Cini mentre tiene il giornale tra le mani ma dorme. Sorrido cercando di trattenere la risata per non svegliare il professore e rovinare il servizio fotografico in corso. Il resto del viaggio è stato tranquillo: il prof. Cini si è svegliato ma Arianna si è addormentata e coperta con il giubbino nel caso ci fossero altri paparazzi.

Arrivati a Roma, scendiamo dal treno e cerchiamo velocemente una biglietteria dove comprare i biglietti per la metro che ci sarebbero serviti per tutta la giornata. Si cerca di nuovo un bagno e ci rendiamo conto di essere in ritardo già di 10 minuti così andiamo a prendere la metro e, poco dopo, siamo davanti all’istituto “G. Galilei”. Entriamo e chiediamo informazioni su dove si stia tenendo la cerimonia. Raggiunta l’aula magna, ci sentiamo per pochi secondi a disagio perché tutti stanno ascoltando il preside della scuola che parla ma poco dopo ci accomodiamo.

Dopo i discorsi e la presentazione di nuovi progetti, finalmente cominciano le premiazioni e siamo chiamati a ritirare il “premio”.  In quel momento ci sentiamo fieri di noi e del nostro giornalino perché abbiamo lavorato molto per crearlo anche quest’anno ed è bello che ci venga riconosciuto l’impegno.

Si sono fatte le 12.30 e iniziamo ad avere fame quindi, per uscire 30 minuti prima della fine della cerimonia senza dare nell’occhio, ci alziamo 2/3 alla volta facendo finta di andare in bagno. Una volta usciti tutti dall’istituto, ci avviamo verso la stazione per prendere la metro e andare a mangiare nei pressi della Piazza San Pietro. Durante il breve viaggio, pensiamo a una canzone che avrebbe rappresentato la nostra giornata. Scesi dalla metro, i professori si avviano verso un Self Service, mentre noi studenti scegliamo il classico Mc Donald. Finito di mangiare volevamo il dolce ma la necessità era, ancora una volta, quella di trovare un bagno. Io non ho resistito comunque ai buonissimi macarons. Poi siamo uscite per raggiungere i professori e ci siamo conosciute meglio raccontandoci di noi.

Arriviamo finalmente in Piazza San Pietro e rimango affascinata da ogni particolare che mi circonda. Come può solo la piazza contenere così tanta storia? Tutto in quel momento era perfetto. Ammiriamo per qualche minuto senza accorgerci del tempo che passa per poi incamminarci verso delle bancarelle dove si vendevano souvenir. Mentre compriamo qualche ricordo da portare a casa, il cellulare di Arianna squilla: i professori ci dicono di essersi già messi in fila per salire sulla cupola di San Pietro e ci chiedono di raggiungerli. Una volta riuniti, passiamo i controlli ed entriamo nella basilica di San Pietro. È davvero immensa e ricca di particolari: dalla Pietà di Michelangelo alle tombe dei Papi, al baldacchino di San Pietro.

Poi saliamo le scalette per finalmente vedere Roma dall’alto. Le scale sono strette e nell’ultimo tratto seguono la forma della cupola, perciò si deve camminare per obliquo.

Arrivati in cima, resto impressionata alla visione della città dall’alto: è davvero grande e bellissima. Tra una foto e l’altra e la mannequin challenge, arriva l’ora di avviarci verso la metrò per poi riuscire a tornare in stazione. Ceniamo e poi siamo pronti, ma un po’ dispiaciuti per il  ritorno a casa. Il viaggio passa, di nuovo, velocemente, giocando a carte e registrando qualche parte per il filmato. Arriviamo a Bergamo e ci salutiamo, ringraziandoci per l’esperienza.

Tornata a casa, ripenso alla giornata: è stata bella ed emozionante. Roma è davvero fantastica e piena di cultura, ed è in questi momenti che ti ricordi di vivere in uno dei Paesi più belli del mondo. Sono felice di aver conosciuto meglio le mie compagne di scuola e ringrazio il professor Zamblera e il professor Cini per l’esperienza.

di Linda Muji

 

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