STUDYING TRIP: THE MALTA EXPERIENCE

I ragazzi del Tassinari di Pozzuoli e dell’istituto Majorana di Somma Vesuviana atterrano a Luqa per uno studying trip all’insegna dell’inglese e della cultura maltese…

Anche se ad estate quasi conclusa, per gli studenti dell’ISIS Tassinari di Pozzuoli e dell’istituto Majorana di Somma Vesuviana non sono mancate opportunità degne di nota nemmeno durante il periodo estivo. Il complesso puteolano, infatti, grazie alla scuola pilota Majorana, è riuscito ad integrarsi nel progetto ICARO “Viaggiando si impara”, un progetto didattico finanziato da enti pubblici regionali con finalità volte alla valorizzazione dell’esperienza-viaggio come opportunità di studio, risaltando l’apprendimento di lingua, cultura, tradizioni, usi e costumi stranieri. La destinazione scelta come località di studio, Malta, è una terra ricca di storia ed arte, partendo dalla conquista degli Aragonesi, ai cavalieri dell’ordine cristiano di St. John, fino ad arrivare alle splendide opere di Caravaggio nella cattedrale di San Giovanni a La Valletta, la splendida capitale dell’isola. Alloggiando nella struttura alberghiera St. Maria in St. Paul’s Bay, i 13 studenti, di cui 10 del dipartimento linguistico e 3 dai dipartimenti tecnici, selezionati per merito nell’istituto Tassinari, ed i 13 studenti del complesso vesuviano, hanno potuto frequentare l’accreditata scuola di inglese BELS per tutta la durata del viaggio di studio, sostenendo dei corsi di preparazione alle certificazioni linguistiche di livelli B1 e B2 secondo il quadro di riferimento europeo. Attraverso lezioni ben strutturate, i ragazzi hanno confrontato le proprie conoscenze con insegnanti madrelingua, e si sono messi alla prova in tutte le abilità linguistiche tra cui Speaking, Writing e Reading & Comprehension. Ma la particolarità di un viaggio studio, che lo rende uno dei migliori metodi di apprendimento, è proprio tutto quello che si sperimenta al di fuori dell’aula scolastica attraverso escursioni, gite o anche semplici passeggiate in un contesto al centoun percento full immersion in cui si può praticare realmente la lingua e le usanze quotidiane, vivere in prima persona le tradizioni apprese sui libri, scattare da sé le foto viste sulla rete rendendo qualsiasi monumento un ricordo speciale, oltre che una fonte d’apprendimento. Uno studying trip è come una vacanza, ma non una qualunque di semplice intrattenimento, bensì una di quelle in cui tra lo svago ed il divertimento c’è l’arricchimento del proprio bagaglio culturale, che permette di racimolare tanta esperienza in poco tempo e maturare molto velocemente. Un viaggio senza i propri genitori, infatti, richiede in qualsiasi ragazzo grande senso di responsabilità. E’ necessario imparare a prendersi cura autonomamente della propria persona e delle proprie cose, e a convivere con gli altri in un ambiente diverso da quello quotidiano solitamente strapieno di agevolazioni che, nella maggioranza dei casi, ostruiscono la strada verso la piena maturità. Come in qualsiasi contesto didattico, non sono mancate le figure dei docenti, che accompagnano, supportano e stimolano i ragazzi sulla loro strada di crescita ed arricchimento personale, in una società in cui la figura dell’insegnante può esser fortemente messa in gioco dalle infinite informazioni a libero accesso del web. Accompagnati dalla professoressa A. Mancini e dal professore E. Castaldo, i pupils hanno visitato le magnifiche città ed isole di Malta tra cui St. Paul’s Bay, La Valletta, Gozo, Comino e Mdina, e completato il percorso didattico iniziato durante la vacanza presso l’istituto Majorana perfezionando le nozioni apprese durante il viaggio insieme al docente Ranjith Kothalawalage che li ha preparati agli esami di certificazione linguistica. Un’avventura indimenticabile che segnerà le strade di 26 studenti nel corso della loro carriera scolastica, oltre che della loro vita.

«Viaggiare è una scuola di umiltà, fa toccare con mano i limiti della propria comprensione, la precarietà degli schemi e degli strumenti con cui una persona o una cultura presumono di capire o giudicano un’altra.»

 

Daniele Scorza

 

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