Tempestiamoci… di colori

 

Le statistiche parlano chiaro: al giorno d’oggi oltre il 47% della popolazione italiana ricorre all’uso dei social network. I profili degli utenti diventano via via più attivi e applicazioni come instagram, facebook, twitter, si vestono della vastità di fotografie che bambini, ragazzi, adulti, ma anche anziani, condividono ogni giorno.

Ma siamo davvero liberi di postare ciò che maggiormente ci rappresenta? Quanto queste foto riescono a riportare fedelmente la realtà?

Nel concreto è quasi impossibile interpretare correttamente le frasi, le foto o i video che qualcuno pubblica. Ognuno ha avuto un differente percorso di vita e dunque legge le stesse identiche parole che ha precedentemente letto un’altra persona, ma le interpreta in modo totalmente differente.

In un mondo così facile qualunque banalità si trasforma in problema. Si, viviamo in un mondo facile. È facile nascondersi dietro un anonimo, è facile tempestare di insulti tramite profili fake, è facile essere un piccolo puntino perso all’interno di una grande rete di utenti; quel puntino è uguale a molti altri e facilmente riesce a nascondersi nel mondo virtuale, ma molto difficilmente potrà essere cancellato dalla mente di una persona turbata e insultata da quell’ “insignificante” puntino.

Dunque bisogna stare attenti a ciò che si posta e ricordare qualche semplice regola: non postare frasi tristi altrimenti risulti depresso, non postare foto in cui si vedono troppo le gambe (se sei una ragazza) altrimenti risulti una persona poco seria, non postare foto in cui non sorridi altrimenti stai solo cercando di attirare l’attenzione degli altri utenti sulla tua vita imperfetta…

Allora, cosa si può postare? Si chiama libertà di espressione. Ognuno dovrebbe poter essere ciò che realmente è, ma ciò può avvenire solo in un mondo utopico. La libertà in questo mondo sta solo scritta su un pezzo di carta, chiamato Costituzione, che però nessuno tiene mai a mente.

La nostra super er(r)o(r)ina “tempestata” lo sa bene. Sa benissimo che non ha il potere di vivere la sua vita senza maschere. Lei non può essere la ragazza “diversa” che in realtà è. E chi ha il potere di decidere cosa va e cosa non va bene? Questo perché, nel mondo che abitiamo, la diversità sembra un sinonimo della parola “errore”, ma la diversità è ciò che ci rende unici. A cosa serve un mondo di soldatini con la stessa pettinatura, gli stessi vestiti, gli stessi pensieri? Il mondo è bello perché è vario. Non è tutto o bianco o nero. Esiste il blu, il rosso, il giallo, una vastità di colori che rendono il mondo un posto migliore, sempre ricco di sorprese e novità da scoprire ed indagare. E il mondo ha bisogno di questa diversità, è lei a renderci liberi.

Tarantino Sara

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