Pirateria, danni per 1,5 miliardi all’anno

La metà dei software in Italia è illegale

di Alessandro Renzi I L

 

In questo periodo il 48% dei software è illegale.
Il rischio di incontrare questi software riguarda tutti, soprattutto gli utenti, abituati ormai ad aprire qualsiasi file vedano, o, per di più, anche a scaricarlo.

La metà del software installato sui PC italiani è illegale, ma come è successo questo fenomeno di pirateria?
Prezzi più bassi e soluzioni cloud potrebbero aiutare?
In tutto questo ci sono 1.5 miliardi di euro annui persi dalle industrie del software.

Anni fa la diffusione della pirateria avveniva tramite CD e DVD, mentre tramite l’ADSL (asymetric digital subscriber line) la pirateria avveniva online.
Con l’ADSL si mettevano dei file illegali nelle linee telefoniche e nelle connessioni WiFi, mettendo questi siti sul dispositivo senza che il proprietario se ne accorgesse.

Scaricare software pirata da internet è semplice, talmente semplice che ormai è normale. Questo, abbinato alla mancanza di vere azioni, ha rinforzato il concetto di legalità per chi viola la proprietà intellettuale.
Ormai scaricare questi software è cultura, ed è difficile da cambiare.
Da sempre questi atti di pirateria si giustificano con il motivo dei prezzi troppo alti.
Proprio per questo, hanno abbassato i prezzi di molte applicazioni e file su internet, ma questa cosa ha avuto effetto solo una piccola parte dei consumatori, esolamente quando i prezzi erano molto bassi.
La percentuale di pirateria negli anni è rimasta quasi del tutto invariata, e buona parte dei consumatori non si fa scrupoli a piratare applicazioni anche a pochi centesimi.
Sono questi i motivi per i quali le industrie perdono 1.5 miliardi di euro annui.

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