La fuga di Puigdemont

La fuga di Puigdemont

La Republica ausente de Catalun͂a e la Costituzione spagnola

 

 

Lorenzo Roccetti
2 I
Liceo Scientifico ‘A. Labriola’

 

Nelle ultime settimane si è tenuto un referendum per ottenere l’indipendenza della Catalogna – referendum che, però, non è stato autorizzato dal governo spagnolo e che, per questa ragione, si è svolto tra numerosi disordini. Nonostante la situazione critica e controversa, circa 2,5 milioni di catalani si sono recati alle urne e, in grandissima maggioranza, hanno votato a favore della separazione dalla Spagna. Sulla base del voto, lo scorso 27 ottobre, il Parlamento catalano ha proclamato l’indipendenza e votato la costituzione della Repubblica.
A fronte di questi eventi, il governo di Madrid ha deciso di utilizzare l’articolo 155 della Costituzione per sciogliere il Parlamento e il governo catalano, presieduto da Carles Puigdemont. Sulla base delle leggi spagnole, infatti, il presidente e tutti i suoi ministri, segretari politici e capi dei gruppi parlamentari, sono passibili del reato di ribellione, sedizione e violazione della Costituzione, rischiando così fino a trent’anni di reclusione.
Puigdemont, insieme ai suoi ministri e ad un’equipe di consiglieri, si è rifugiato a Bruxelles, per evitare l’arresto e chiedere asilo politico. La scelta del Belgio è dovuta al fatto che questo paese, in ambito europeo, ha leggi più restrittive per quanto riguarda la concessione dell’estradizione.
Successivamente alla proclamazione dell’indipendenza, a Barcellona ci sono state due grandissime manifestazioni: il 28 ottobre hanno sfilato gli indipendentisti, il giorno seguente gli unionisti.
Analizzare questa vicenda – e, soprattutto, fornire un ritratto d’insieme delle sue dinamiche e dei suoi esiti – è estremamente complesso: da un lato, infatti, c’è una comunità ed il suo anelito all’indipendenza, dall’altro c’è il governo di Madrid e la sua Costituzione.

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