Un viaggio ‘’nel paese Chenonsai’’

Fondazione Aquilone Onlus, che da anni realizza servizi per le persone più fragili, ha recentemente presentato un progetto editoriale dal titolo   “Nel paese Chenonsai”.

Il libro, scritto da Mirella Bolondi e illustrato splendidamente da Francesca Drusian, tratta con “delicatezza” il tema della disabilità, raccontando la diversità come occasione di meravigliose scoperte. Questo racconto nasce da un’esperienza di vacanza estiva che ogni anno coinvolge un centinaio di persone tra volontari, educatori e disabili. Grazie alla sua sensibilità, l’autrice ha saputo cogliere la “bellezza” e la spontaneità che spesso si nascondono dietro ai gesti più semplici, una carezza, un abbraccio ma anche uno sfogo di rabbia. Gesti ed emozioni che nella nostra società attuale, definita dall’autrice per contrapposizione il “paese che sai”, vengono spesso poco manifestati e a volte nascosti. Tutti noi infatti siamo sempre messi alla prova, giudicati dal mondo che ci circonda. C’è un “non-luogo”, però, fatto di incontri e di relazioni spontanee, di cui pochi sanno e quasi nessuno racconta, in cui nulla di tutto ciò esiste; un mondo “abitato” da persone diverse, ognuno con le proprie fragilità e le proprie capacità, con le proprie diversità e le proprie debolezze, senza paura di mostrare il vero SÉ. È una comunità di persone dove non serve indossare maschere, non ce n’è bisogno, perché ognuno può essere se stesso, senza nascondersi. È un mondo di persone col ‘’cuore incerottato’’, simbolo del racconto, che consapevoli delle proprie fragilità sono diventate più forti, riuscendo così a condividere le difficoltà e alleviare le fatiche di qualcun altro. È il paese Chenonsai!

Molti abitanti del Paese Chenonsai durante la presentazione del libro ad un evento alla Versiliana dei Piccoli, Toscana

La storia che ci viene narrata è quella di Serafina che, arrivata nel paese Chenonsai, incontra stravaganti personaggi.

La Custode del Regno, che vive nel silenzio più profondo e comunica con le mani, accoglie la ragazza con un sorriso. Re e Regine se ne vanno in giro di qua e di là, sui loro troni speciali ornati da grandi ruote e sono amati da tutti.

Incontra l’Urlando Furioso che con le sue grida risveglia il signor Dolore nascosto nel cuore di Serafina.

Inaspettatamente arriva anche la Signorina del Tempo, che non esce mai di casa senza i suoi orologi. Questa strana donnina è indaffarata a fermare il tempo e restituirlo alla gente, che è sempre di corsa.

Il Viaggiatore Comodo le si presenta come un giovane perbene, che parla forbito, in un linguaggio assai antico. Ma non è solo per questo che sembra un marziano! Non le parla mai dei suoi viaggi; solo delle sue valigie. Ma chi le cattura davvero il cuore è lui, lo Strambo Rubacuori: un uomo di una certa età, con l’animo bambino. Serafina è finalmente felice, nella pancia sente la grazia della Magica Creatura dagli occhi a mandorla che ha incontrato durante il suo vagare e volteggia nell’aria come una farfalla.

Concluso il suo viaggio, guardandosi allo specchio, Serafina non si sente più così e così, come era successo tante volte a casa. Si sente semplicemente così e non le dispiace affatto.

Re e Regine sui loro troni durante la rappresentazione teatrale de Nel Paese Chenonsai

Quello che rende questo racconto così speciale è il fatto che ogni ‘’personaggio’’ del libro è una persona reale. I protagonisti sono infatti ragazzi e ragazze con disabilità. La forza di questo racconto è la capacità di raccontare la diversità ai bambini, attraverso i personaggi di un libro con cui i più piccoli riescono a creare una grande empatia. A detta dei lettori, riconoscere tra le pagine di un libro le persone a cui sono accanto ogni giorno, o che magari hanno conosciuto solo per poco tempo, lascia una sensazione bellissima di meraviglia e stupore.

“Il paese Chenonsai non si trova sul mappamondo, non ha un indirizzo, né tantomeno confini… per incontrarlo basta fare dieci passi indietro da se stessi”.

 

Copertina del libro ‘’Nel Paese Chenonsai’’

Stefano Bezzi

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