Allarme rifiuti a Roma: la politica non aiuta

Il caos sembra lentamente rientrare, anche se è notizia recente che si dovrà procedere alla nomina di un amministratore straordinario per la raccolta dei rifiuti

di Francesco Bianchi e Alberto Monge

Sono i giorni dei cassonetti stracolmi e sacchetti per strada che hanno portato il ministro Lorenzin a lanciare l’SOS – “è allarme sanitario”, aveva detto – giustificato con invasioni di roditori e infezioni portate da gabbiani e blatte (nella foto i cassonetti nei pressi di viale Ostiense)

La città non può di certo definirsi pulita, ma si avvia a tornare ai suoi standard: Ama in 24 ore ha recentemente raccolto 3355 tonnellate di rifiuti. I turni agli impianti di smaltimento sono da giorni H24 e rafforzati del 25%, incentivando i turni straordinari

Continua invece la bagarre politica: il ministro dell’ambiente Galletti asserisce che queste sono solo azioni di facciata, in quanto i rifiuti raccolti devono essere anche trattati e smaltiti mentre il pentastellato Luigi Di Maio scarica le responsabilità sulla Regione: “i danni sono stati provocati da loro, non autorizzando Ama ad utilizzare alcuni impianti di Roma”

È previsto un meeting dei vertici Ama con l’amministrazione comunale per la concessione di alcune autorizzazioni riguardo l’utilizzo degli impianti prima citati. Sembra però, non esserci alcun tipo di comunicazione tra il sindaco Raggi e Zingaretti, presidente della Regione Lazio, il quale lascia ampio spazio operativo all’amministrazione comunale. Interviene anche il governo, fissando obiettivi quasi irrealizzabili in tale contesto, come la raccolta differenziata, non fornendo così indicazioni concrete per la risoluzione della questione

Come ha affermato Galletti, la radice del problema è la carenza impiantistica, in quanto solo il comune di Roma, secondo i dati ISTAT, produce il 50% dei rifiuti di tutta la regione e non è possibile la presenza di soli due termovalorizzatori per convertire i rifiuti in energia utilizzabile

Il reale problema è l’intrusione sempre maggiore e confusionaria di amministratori comunali e statali che distoglie l’attenzione dalla tematica da affrontare, pertanto i cittadini romani dovranno attendere a lungo prima di poter vedere i risultati delle operazioni coordinate tra amministrazione pubblica e aziende private

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