Ultimi tra gli ultimi

Dopo la fine della scuola, nel periodo che va dal 12/06/17 al 30/06/17, io e i miei
compagni di classe abbiamo partecipato al progetto di alternanza scuola-lavoro
“Costituzione”, presso l’Università degli studi di Milano, al dipartimento di diritto pubblico
italiano e sovranazionale.
Già dal primo giorno il gruppo di ricercatori che ci avrebbe seguito nei giorni seguenti ha
proposto 3 diverse tematiche da trattare (immigrazione, cyberbullismo e terrorismo).
Successivamente siamo stati divisi in tre gruppi, a ciascuno dei quali è stata assegnata una
delle tematiche sopracitate.
La mia scelta è ricaduta sul gruppo che si sarebbe occupato dell’immigrazione e in
particolare sul sottogruppo specifico dell’accoglienza. Nello studio dell’argomento siamo
partiti dalla loro accoglienza nel paese e siamo arrivati al riconoscimento di eventuali
cadaveri dispersi presso l’istituto di medicina legale, passando ovviamente per i diritti che
loro hanno, soffermandoci in particolare sui diritti dei minori non accompagnati.
Il numero degli immigrati cresce di anno in anno in Italia. Una volta arrivati sulle coste
italiane essi vengono portati presso le strutture “hospot”, presso le quali viene seguita
un’identificazione del soggetto, il quale può in tale occasione richiedere asilo. Nel caso in
cui il migrante non volesse fare richiesta di asilo, o questa gli venisse negata, egli viene
portato presso le “CIE”, nelle quali viene eseguita una procedura di respingimento.
In caso di risposta positiva alla domanda di asilo egli viene portato negli “HUB
REGIONALI”, centri di prima accoglienza. In un tempo compreso tra 7 e 30 giorni
dall’ingresso presso gli hub regionali essi vengono trasferiti negli “SPRAR”, centri privati di
seconda accoglienza che si occupano di offrire misure di assistenza e protezione volti a
favorire l’integrazione dei migranti.
Nel caso vi fossero poi problemi nella fase di trasferimenti alla sprar interviene l’organo
dei CAS.
Esso comprende CPSA, il quale ospita gli stranieri al momento del loro arrivo in Italia. In
questi centri i migranti ricevono le prime cure mediche necessarie, vengono foto-segnalati
e hanno la possibilità di richiedere la protezione internazionale. Successivamente, a
seconda della loro condizione, vengono trasferiti nelle altre tipologie di centri.
Figurano poi i CDA, centri di accoglienza che garantiscono prima accoglienza allo
straniero rintracciato sul territorio nazionale per il tempo necessario alla sua identificazione
e all’accertamento sulla regolarità della sua permanenza in Italia.
Di grande importanza sono poi i CARA, dove straniero irregolare che richiede la
protezione internazionale viene invece inviato nei centri di accoglienza per richiedenti
asilo, per l’identificazione e l’avvio delle procedure relative alla protezione internazionale.
Grazie a questo tipo di esperienze credo proprio che noi, giovani della società moderna,
abbiamo l’opportunità di imparare molto, di acquisire informazioni di cultura generale che
non siamo più abituati a cercare.
Attendiamo la prossima proposta da parte del nostro corpo docenti, nella speranza che
sia altrettanto interessante e formativa.
A cura di Marinela Girgis

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