Le Reborn Dolls: tra finzione e realtà, moda e mania

Dopo aver conquistato gli Stati Uniti, le “Reborn Dolls” trovano terreno fertile anche in Italia… ed è subito moda, ma con molti punti interrogativi

di Silvia Marzullo

Le bambole Reborn sono bambole in vinile o silicone molto realistiche e diverse da tutte quelle che normalmente troviamo sul mercato. Questo fenomeno, nato negli Stati Uniti verso la fine degli anni Ottanta e sviluppatosi successivamente in Italia, viene definito “un’esperienza da vivere” importante anche in ambito collezionistico

La tecnica del “reborning”, ad oggi diffusa in tutto il mondo, è la tecnica mediante la quale le bambole vengono realizzate. Il processo prevede un kit composto da testa, gambe e braccia. I finti arti, copia di opere di grandi scultori, devono essere lavati, dipinti, lucidati, rifiniti nei dettagli, cuciti e vestiti. Solo una volta “rinata”, la bambola può essere fotografata e data in adozione, cioè messa in vendita

Il prezzo di queste creazioni artistiche può sfiorare anche le migliaia di euro e varia a seconda dell’accuratezza e somiglianza al reale. Si possono acquistare ovunque: Amazon, Ebay, Facebook… oppure direttamente dai creatori

In alcuni casi, le Reborn Dolls sono trattate da molti come fossero figli a tutti gli effetti. Ad aprire il sipario su questo mondo in Italia è il blogger Vincenzo Maisto, dopo aver ironizzato su alcuni post del gruppo Facebook “Il mio bimbo speciale”.
Certo è che dal gruppo emergono testimonianze surreali: mamme che preparano pappe, cambiano pannolini e portano i propri bimbi artificiali al parco giochi o dal pediatra.

Molto spesso questo è dovuto a seri disturbi psicologici causati dalla perdita di un figlio o dall’impossibilità di averne. D’altra parte, però, esistono anche donne che, non volendo diventare madri, decidono semplicemente di attenersi alla moda comprandone una

Riguardo all’argomento gli esperti suggeriscono cautela. Affezionarsi ad un oggetto come, in questo caso, una bambola non significa avere gravi disturbi mentali. L’importante, però, è che questo attaccamento non sia morboso e che l’individuo interessato sappia distinguere con chiarezza la realtà dalla finzione

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