RAPPORTO UOMO-TECNOLOGIA: UN RISULTATO CHE POTREBBE DANNEGGIARE LE NOSTRE MENTI?

Il nuovo millennio appena iniziato potrebbe essere denominato “l’era della tecnologia”; infatti ormai è comunemente accettata la tesi che ha portato gli storici a definire gli ultimi decenni del Novecento e questi primi anni del nuovo XXI secolo come il periodo della terza rivoluzione industriale basata sull’informatica. Tale materia, o scienza, o addirittura ideologia per certi versi, si è sviluppata in tempi record e in modo straordinario se si comparano i dati di partenza con quelli di arrivo. E tutto ciò ha fruttato anche miliardi di dollari a chi ci ha creduto fin dall’inizio (classico ma efficace esempio rimane quello di Bill Gates, il “capostipite” dei programmi operativi e fondatore della Microsoft). Il business dell’informatica oggi è diventato il maggiore e più sicuro campo d’investimento grazie alle qualità intrinseche del sistema: modernità, avanguardia, commerciabilità e sicurezza. L’informatica, quindi, è diventata una componente fondamentale e ormai indispensabile per la vita quotidiana, associata però ad una sua “alleata” con la quale costituisce un binomio ormai inscindibile: la tecnologia. La binarietà che accompagna e accompagnerà nei prossimi decenni la nostra vita e il nostro modo di vivere è appunto la cosiddetta “tecnologia informatica”: in essa è racchiuso tutto un mondo, il nostro mondo, che ci sta trasformando e condizionando. I frutti di questa combinazione strategica li possiamo vedere attorno e dentro di noi (e non solo in senso figurato, basti pensare alla tecnologia chirurgica che negli ultimi anni va man mano sviluppandosi): dai cellulari super veloci al personal computer con infinita possibilità di utilizzo, dalle console con ultra risoluzione alle e-mail tra persone di continenti diversi. In poche parole, oggi esiste il sillogismo “tecnologia uguale modernità”. Questo dato è molto evidente nei bambini che in questo periodo si trovano tra i 7 e i 12 anni: essendo cresciuti a pari passo con la tecnologia, è possibile notare un’evoluzione qualitativa nei loro giocattoli molto maggiore che in quelli dei bambini di una generazione prima. Inoltre, essi hanno un’idea di acquisto che si volge quasi esclusivamente a ciò che è più evoluto tecnologicamente, quasi fosse una peculiarità imprescindibile, a scapito di altre caratteristiche che invece erano prese in considerazione e valutate dai bambini delle passate generazioni: in questo modo, nel bambino “moderno”  si attua un processo di distaccamento dalla realtà, in quanto gli stessi giochi tecnologici portano il giocatore a non riscontrare nella realtà le stesse caratteristiche che ritrova nel gioco. Perciò è utile usare il computer e internet per gli studi, il lavoro o anche, semplicemente, per mettersi in contatto con gli amici e conoscenti, ma facendo molta attenzione a dosare i tempi, affinché non diventi una dipendenza. Ma diciamo la verità: per incontrare nuovi amici è importante il contatto umano, è meglio incontrarli di persona, parlare e discutere con loro, anche se per poco tempo e magari anche discutendo animatamente.

 

Giuseppe Cantarelli

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