PER OGNI BAMBINO UGUALI DIRITTI – Una realtà ancora lontana

Il 20 novembre giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, noi alunni delle classi quarte di Gibellina (Tp), a scuola, abbiamo realizzato “L’Albero dei diritti”. Su un cartoncino colorato a forma di albero, ognuno di noi ha incollato un cuore, rappresentante una foglia, dove c’era illustrato un diritto che noi avevamo scelto. Prima avevamo cercato a casa informazioni, immagini, infografiche, video, icone, musiche, poesie, testi su internet riguardanti la giornata mondiale dell’infanzia. Abbiamo scaricato i video o  salvati i materiali su pendrive o tablet, poi l’indomani abbiamo portato tutto a scuola.
Abbiamo visto  alla lavagna Lim i materiali che ognuno di noi aveva trovato, li abbiamo condivisi ed abbiamo discusso sull’argomento.

A 28 anni dall’approvazione della Convenzione  sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza  da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ratificata in  Italia il 27 maggio 1991 con la  legge n.171,  riflettendo abbiamo capito e scoperto che, purtroppo, molti bambini sono meno fortunati di noi. A causa delle guerre e della fame, molti di loro  non hanno tutto quello di cui hanno bisogno. A questi bambini vengono negati e non garantiti tanti diritti. Spesso viene negato il diritto allo studio e ad una degna istruzione,e le scuole sono molto lontane da dove abitano o le famiglie mandando a scuola solo i figli maschi. 

Non possono giocare perché devono lavorare per sopravvivere, non vengono curati adeguatamente e non hanno abbastanza cibo per nutrirsi. Ci sono bambini che vengono sfruttati dagli adulti che gli mettono un fucile in mano e li mandano a combattere una guerra  o a chiedere l’elemosina. Molte bambine della nostra età sono costrette a sposare uomini grandi, dell’età dei loro padri. Sono le famiglie stesse a venderle o a prometterle in sposa.
L’Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia che si occupa della difesa dei diritti dei più piccoli, aiuta questi bambini fin dalla  nascita garantendo le prime cure e la somministrazione di vaccini. L’Unicef li aiuta, anche, fornendo loro sali minerali, acqua potabile, vitamine e zanzariere. Altrettanto costruisce tendoni che fanno da “scuola” per garantire ai bambini il diritto allo studio, specialmente nei Paesi dove ci sono le guerre. Il personale Unicef si trova anche sulle navi della guardia costiera che salvano i migranti che spesso si  trovano in pericolo perché attraversano il mar Mediterraneo su  barconi vecchi e poco sicuri.

Molti bambini  “migrano” senza genitori dai paesi dove spesso ci sono guerre, salgono sui barconi per scappare da una vita piena di sofferenza e di difficoltà, anche se il loro futuro è incerto, la disperazione delle famiglie li spinge a partire a costo della vita. Dovremmo fare uno sforzo tutti, chi governa in particolare, per aiutare questi bambini e garantire loro una vita dignitosa, dove possono giocare liberamente, studiare, sentirsi al sicuro, potersi nutrire adeguatamente, vivere cioè una vita da “bambini”. A tal proposito il video dove Ansam, bambina siriana cieca, canta “Heartbeat” insieme ad altri bambini siriani, in mezzo alle macerie di Aleppo, ci fa capire come, nonostante tutto,il canto dei bambini e il loro voler giocare tra le rovine della città sia un inno alla speranza, a volere vivere decisamente la loro infanzia e così facendo lanciano un appello di pace, rivolto al mondo intero.

Classi IV A e IV B plesso di scuola primaria “San Francesco”Gibellina (TP)

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